Fra gli ostacoli che impediscono di fare carriera ci sono le parole sbagliate o le frasi che un capo non vorrebbe mai sentire da un dipendente, uomo o donna che sia. Molto spesso, infatti, la differenza tra la parola giusta e quella quasi giusta è minima.

Si tratta di quelle espressioni, insomma, che danno una pessima immagine sul lavoro e che magari indicano che l’approccio verso la propria mansione o verso il compito che il manager ha appena assegnato non è quello giusto. E, alla lunga, questo atteggiamento può danneggiare le possibilità di fare carriera in azienda.

=> LEGGI le dichiarazioni di Elsa Fornero sulla carriera delle donne

Oltre a evitare espressioni vaghe tipo “uhm, uh, ecco, insomma” all’inizio del discorso, ci sono 10 frasi che bisognerebbe tenere a mente e non ripetere mai davanti a capi, colleghi o clienti.

La prima è “Ma questo non è il mio lavoro”. Motivo? Dimostra 2 cose: la prima è che non si è flessibili e la seconda è che non si è in grado di lavorare in team coi colleghi. Per ovviare, meglio una frase tipo “Non è esattamente attinente alle mie competenze. Ma vedo di capire chi potrebbe aiutarci meglio”.

=> LEGGI le regole del bon ton digitale per fare carriera

Punto numero 2: evitare di dire “Io penso” o “Ritengo”, perché secondo gli esperti di comunicazione, riducono l’autorità del messaggio e riducono l’autorità di chi lo pronuncia. Anziché dire “Penso che sia la strategia migliore” è meglio usare “È la strategia migliore”.

Errore numero 3: mai dire “Non lo so” perché potrebbe essere indice di pigrizia e di non voler proseguire in un lavoro. Molto meglio dire “Voglio trovare la risposta giusta” oppure “Dove posso trovare aiuto per imparare come si fa?”. Un’altra cosa da non dire mai è “Non posso”, perché indica rigidità e poca propensione a trovare una soluzione a un problema. Molto meglio una frase più articolata tipo “Purtroppo ho un conflitto di competenza con un altro lavoro. C’è però la mia collega Marina che secondo me è tagliata su misura per questo”.

Meglio evitare anche l’avversativo “ma”, che dà l’impressione di voler negare tutto quello che si è appena detto. Quando è possibile, meglio utilizzare la congiunzione “e”. Da evitare anche la frase “non è una buona idea”, soprattutto se si è un capo, perché inibisce i collaboratori a presentare le proprie proposte in futuro. Molto meglio una domanda del tipo “Come funzionerebbe questa cosa?”.

Errore numero 7: paradossalmente anche dire “Proverò” non è l’ideale, perché insinua dei dubbi nella mente del proprio capo, che invece si sentirebbe più sicuro con un “finirò il lavoro e lo metterò sulla sua scrivania per le 9 di domattina”. Peggio ancora è dire “non è colpa mia”: meglio puntare su un più professionale “Devo capire che cosa è andato storto” oppure “Devo capire come fare perché non accada di nuovo”.

=> SCOPRI cosa non deve mai mancare nella borsa di una donna in carriera

Errore numero 9: “Suppongo che…”. È una espressione che riflette poca fiducia: meglio cancellarla dal vocabolario e, piuttosto, esprimere chiaramente i propri dubbi e le proprie preoccupazioni, spiegando quali siano. E infine, seguendo il precetto del “mai dire mai”, è meglio non esprimersi sul lavoro con la frase “è impossibile” o “non si può fare”: è estremamente negativo e indica che non si vuole nemmeno provare. E la negatività – come l’ottimismo – è contagiosa. Il rimedio? La frase “Vediamo di trovare una soluzione alternativa” mette di buon umore il proprio capo e gli fa capire che si può fidare.

Fonte: Forbes