In un rapporto di coppia, raramente i partner dicono quello che realmente pensano. E, così, ogni banale richiesta diventa un vero e proprio rebus da decodificare, per capire se il proprio compagno non abbia nascosto dei significati reconditi in una dimostrazione d’affetto, in una frase sibillina oppure in un semplice gesto solo apparentemente disinteressato.

Come le donne sono spesso solite mescolare le carte in tavola, confondendo i partner con dei “sì” che invece sono dei secchi e sonori “no”, anche l’uomo ha le proprie armi linguistiche per cercare di confondere, se non proprio intontire, la propria amata. La testata She Knows ha raccolto le dieci più comuni, trattate con un piglio leggero e ironico che non potrà far altro che strappare un sorriso, da tenere sott’occhio soprattutto al primo appuntamento.

La prima frase da cui bisognerebbe scappare a gambe levate è “non sono al momento in cerca di relazioni”. Il gentil sesso è portato a credere che l’avventore maschile desideri un rapporto di amicizia, una complicità svincolata dai doveri di una {#coppia}, una frequentazione leggera e senza vincoli. In realtà, questa frase significa solo ed esclusivamente “cerco sesso”, nel senso più triviale del termine: quello di prendere ognuno la propria strada dopo aver consumato l’amplesso.

Si procede, quindi, con il temibile “io e mia moglie siamo praticamente divorziati”. Questa frase sottende come il corteggiatore in questione stia vivendo un momento di crisi, ma non ha nessuna intenzione di divorziare effettivamente dalla sua coniuge. Anche in questo caso, è sempre la ricerca di {#sesso} a farla da padrone. Questione della separazione se non altro migliore al “sei un’ottima amica”, che sottende un ben più funesto “non mi piaci e non farò sesso con te”, seguito dalla scomparsa dell’uomo in oggetto in un buco nero comunicativo nei giorni seguenti.

Vi sono poi gli uomini che non amano parlare delle loro condizioni di {#lavoro}, quindi un “l’economia è terribile” si tradurrà in un “sono disoccupato“, quelli che adoperano eufemismi per descrivere la loro inesperienza erotica con un “sono vergine per scelta”, dimenticando che in questo caso la decisione è però altrui, e quelli che mentono sull’aspetto fisico, ad esempio con un “sono alto 1.70-1.80″ lasciando qualche centimetro di margine a seconda delle scarpe indossate. E la stessa distorsione della misurazione potrebbe avvenire per argomenti ben più intimi.

Particolare attenzione serve nei confronti del “ti amo” maschile, perché gli {#uomini} lo riferiscono con fin troppa leggerezza. La discriminante per comprendere la verità del sentimento, è la situazione in cui ci si trova. Se si tratta di un incontro intimo e i vestiti già giacciono sul pavimento, il “ti amo” non ha valore. Quando è l’ormone a guidare la mente, gli uomini sarebbero ben disposti a proferire le paroline magiche anche a oggetti inanimati, parenti stretti o amici d’infanzia. Se, invece, la dichiarazione avviene in un contesto romantico ma non sessualmente connotato, le probabilità che il compagno sia sincero sono molto elevate.

Le uniche parole su cui non si possono sollevare i dubbi, sono quelle di scuse. Quando un uomo dice un “sono dispiaciuto” o uno “scusami”, ci crede veramente. È sempre un atto di fatica ammettere i propri errori, soprattutto quando viene ferito l’orgoglio virile, quindi non vi è motivo di dubitare che un uomo si sottoponga a una vera e propria tortura psicologica con leggerezza. In questo caso, sono le donne a sbagliare nel cercare di trovare significati reconditi e menzogneri a questo tipo di affermazione.

Infine, vi è l’accoppiata della rottura. Quando una relazione finisce, a meno di non essere fidanzati con un dittatore o un uomo ottenebrato dalla propria stessa bile, il genere maschile è sempre preoccupato di non ferire troppo i sentimenti della propria compagna. E così si indora la pillola con un “ho bisogno di spazio”, che non significa affatto che la relazione presto tornerà ai fasti di un tempo, bensì la sua fine definitiva. Ma, come si è visto al primo punto, gli uomini cercano comunque di infilarci qualche opportunità fisica, quindi la richiesta di libertà potrebbe essere accompagnata da un “rimaniamo amici”, che andrebbe esclusivamente tradotto con un “possiamo fare sesso di tanto in tanto?”.

Fonte: She Knows