In ufficio si condivide la giornata con i colleghi di lavoro. Vivere in comunità per otto ore al giorno, cercando di concentrarsi per portare avanti il lavoro, significa mettere a punto alcune fondamentali regole di convivenza.

Senza di esse, infatti, si rischia di trasformare l’ufficio in una bolgia infernale, cosa che può mettere a dura prova la propria pazienza e la propria concentrazione. I colleghi di lavoro, a lungo andare, diventano una famiglia, ma non dovrebbero mai eccedere negli atteggiamenti di confidenza. In fondo, ci si trova pur sempre in un luogo pubblico, in cui l’affetto e la chiacchiera sono ammesse, ma in cui i problemi lavorativi sono molto più ingenti.

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Secondo alcuni studi statistici, sono molti i difetti e le disattenzioni che i lavoratori riconoscono ai propri colleghi e di cui farebbero volentieri a meno. Si tratta, soprattutto, della mancanza di regole legate alla buona educazione. In particolare, ciò che i lavoratori meno sopportano è la sfera legata al cibo e al pranzo, seguita dalle lamentele personali e dagli atteggiamenti maleducati.

Per vivere serenamente in ufficio basta seguire alcune regole. Le abbiamo riassunte in dieci punti.

Come già detto, è il cibo ciò che più provoca fastidio all’interno dell’ambiente di lavoro. Tre dei dieci punti sul galateo in ufficio sono proprio relativi alla pausa pranzo.

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Il mangiare rumorosamente è la prima cosa che i lavoratori non sopportano e sarebbe la prima cosa da non fare: si è sul posto di lavoro, non a casa, meglio masticare in maniera silenziosa e cortese. Segue il cattivo odore dei cibi: alimenti troppo speziati o che rilasciano odori che impregnano l’ambiente non sono i benvenuti in ufficio. A ciò si aggiunge il disordine: sporcare o non mettere a posto piatti, bicchieri e tovaglioli subito dopo la pausa pranzo ripugna i lavoratori. L’ambiente di lavoro dovrebbe essere sempre ordinato e profumato, soprattutto per permettere una maggiore concentrazione e una migliore resa professionale.

La quarta cosa che i lavoratori non sopportano è avere colleghi disordinati: scrivanie cariche di oggetti disposti senza cognizione di causa non sono un bel vedere e possono intralciare il lavoro altrui. Essere in ritardo, non ascoltare, interrompere i discorsi dei colleghi sono altri tre nodi cruciali che rendono invivibile l’ambiente di lavoro: meglio essere educati, ascoltare dopo aver parlato e rispettare i colleghi arrivando in orario.

Tuttavia, diventano insopportabili in ufficio anche quei piccoli gesti che non si riversano direttamente sugli altri lavoratori, ma che, a lungo andare, possono apparire snervanti: fare lunghe telefonate personali e lamentarsi continuamente per i propri problemi fisici o familiari spazientisce chi ascolta. Essere amici non significa dover parlare di se stessi tutto il giorno, significa anche essere discreti.

Infine, il decimo punto: evitare di aprire e chiudere di continuo le penne a scatto. Molti lavoratori fanno questo gesto in maniera inconsulta, per nervosismo o agitazione. Ma per chi è intorno, quel continuo rumore metallico è quasi una tortura.

Fonte: Express