Walt Disney, se fosse in vita, compirebbe 110 anni. Il personaggio più amato dai bambini di tutti i tempi e di tutte le generazioni dal Secolo Breve in poi ha lasciato un’eredità fatta di tantissimi film e tanti personaggi che sono rimasti nell’immaginario collettivo, come non accade a tutti i fenomeni della cultura pop. La Disney ha realizzato e prodotto moltissimi film d’animazione e in stop motion, tra cui annoverare anche delle simpatiche curiosità.

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Come “Vincent”, uno storico cortometraggio di Tim Burton che all’inizio destò delle perplessità perché un po’ troppo spaventoso secondo la Disney, che non solo lo produsse investendo nel talento del regista, ma si rifiutò in seguito di non produrre gli altri suoi lavori, tutti dei successi.

Walt Disney comunque è noto soprattutto per aver creato il personaggio di Topolino, il topo di fumetti e cartoni, che per la verità non a tutti è simpatico perché non è un personaggio a tuttotondo, come lo è invece il Paperino di Carl Barks, ma incarna la morale del bene contro il male, scontrandosi con i cattivi come Macchianera e Pietro Gambadilegno. Tra i film animati con Topolino vale la pena ricordare uno dei più belli, “Fantasia”, in cui lo si vede nel ruolo dell’apprendista stregone. Uno dei ruoli più suggestivi per il topo più famoso del mondo, che ha generato nel tempo migliaia di citazioni, grazie anche a una colonna sonora azzeccatissima.

Tra le altre citazioni vanno ricordate quelle de “La carica dei 101”: si ritiene infatti che il personaggio di Miranda Priestly, la terribile direttrice editoriale de “Il diavolo veste Prada”, sia stato modellata su Crudelia De Mon, ossia la cattivissima che vuole farsi una pelliccia con il vello dei piccoli dalmata del film. Inoltre, un’altra citazione sul personaggio è contenuta in una puntata dei Simpson: quando il cane della famiglia gialla partorisce un’infinità di cuccioli, è Montgomery Burns, il proprietario della centrale nucleare di Springfield, a desiderare una pelliccia di levrieroa al suono di “Be my vest”.

Gli animali sono una componente fondamentale dei film Disney. Non solo perché Walt Disney è riuscito a creare un impero del fumetto e dell’animazione su personaggi come Topolino e Paperino, ma anche i personaggi collaterali della saga di topi e paperi sono fondamentali per comprendere l’amore che si vuole trasmettere nei confronti degli esseri viventi. Emblematica è la domanda che si pongono in molti: Pippo e Pluto sono due cani, perché il primo è stupido e ha caratteristiche antropomorfe, il secondo è intelligente ma gli manca la parola? Potrebbe significare che gli uomini talvolta non sono proprio dei geni, anche se sono buoni e molto simpatici, mentre i cani dovrebbero essere trattati meglio, perché in possesso di un’intelligenza che agli uomini non è dato comprendere.

Tra i film sugli animali della Disney vanno annoverati anche “Gli Aristogatti” e “Lilly e il vagabondo”, oltre che un celebre film, da poco uscito nei cinema in 3D e posteriore alla morte di Walt Disney, “Il re leone”. Un altro topos delle pellicole di animazione Disney sono le principesse per tutti i gusti, da Ariel “La sirenetta” a “Biancaneve e i sette nani”, non proprio una principessa ma una donna che alla fine trova il suo principe azzurro, a Cenerentola, citata anche in senso dispregiativo in una canzone delle Hole, “Celebrity skin”.

Un capitolo a parte va dedicato a “Alice nel paese delle meraviglie”, il cartone animato ispirato all’omonimo romanzo del reverendo Lewis Carrol. Qui si è di fronte a una fiaba con due livelli di lettura: uno per i bambini, in cui c’è la storia di Alice che incontra tutti gli strani personaggi della sua fantasia, e uno per adulti, in cui Alice compie un viaggio acido, così com’è descritto nei lavori di Albert Hofmann, il medico conosciuto soprattutto come il padre dell’LSD.

Fonte: Movieline.