Un compenso straordinario per Michele Santoro, dopo il suo abbandono di ieri. Si tratta di 16 milioni di euro che gli saranno erogati come trattamento di fine rapporto e da altre collaborazioni da esterno, dato che sta per lasciare la Rai come dipendente. Naturalmente, la decisione è stata seguita da un coro di polemiche, da tutte le parti politiche.

In effetti, simili compensi appaiono sproporzionati, e soprattutto offensivi in un momento di crisi economica in cui versa l’Italia, fermo restando la grande professionalità di Santoro, che non giustificherebbe, secondo alcuni, una cifra simile.

L’accordo prevede, infatti, un contratto di collaborazione di 24 mesi con due annualità di buonuscita pari a oltre due milioni di euro, dieci docufiction in prima serata e due miniserie TV da 1 milione e duecento euro l’una, per un totale di circa 16 milioni di euro.

Tanto che Sergio Zavoli, presidente della commissione Vigilanza, ha commentato:

Alcuni colleghi si chiederanno come uno di loro, uno dei più bravi, abbia potuto chiudere la sua partita con l’azienda.

Alessio Butti, capogruppo PDL in Vigilanza, ha spiegato, con un coro di dubbi anche in casa PD e IDV:

Si poteva evitare l’ipocrisia dello stupore sul trattamento economico di Michele Santoro che ha annunciato di lasciare la Rai in cambio di uno scivoletto milionario e di un promesso contratto di consulenza altrettanto pesante.