17 ragazze” è il primo lungometraggio delle sorelle Muriel e Delphine Coulin, un’opera prima che arriva dopo ben cinque cortometraggi per dipingere la toccante vicenda realmente accaduta del movimento di giovanissime ragazze, tutte adolescenti, che qualche hanno fa hanno dato vita a una vera e propria lotta per rivendicare la propria volontà di dimostrare la loro volontà di scelta, decidendo di mettere al mondo dei bambini come simbolo di una dura riconquista della propria esistenza. Sullo sfondo della piccola cittadina di Lorient, paesaggio che si staglia all’orizzonte sulle acque dell’Atlantico, s’intrecciano così le vicende delle giovanissime future madri, legate dall’amicizia e dagli ideali di libertà che purtroppo si scontrano con la durezza della realtà del quotidiano.

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Camille, giovane liceale della piccola cittadina francese di Lorient, rimane incinta suscitando curiosità nelle sue amiche più care, affascinandole con le sue parole su un mondo perfetto, ben diverso dalle magre possibilità di realizzazione che potrebbero avere rimanendo confinate nella loro terra. Convinte dai discorsi dell’adolescente, le ragazze accolgono con entusiasmo la prospettiva di un futuro in cui l’amicizia e i legami possano aiutarle a crescere insieme i futuri figli prendendo la decisione di rimanere incinte a distanza di pochi giorni una dall’altra. L’onda non sembra però arrestarsi: infatti, molte studentesse dell’istituto di Camille decidono di intraprendere la stessa strada, suscitando però i sospetti degli insegnanti e dei genitori che s’interrogano reciprocamente alla ricerca dei motivi scatenanti, relegando il tutto a un gesto politico. Saranno poi gli eventi stessi a riportare coi piedi per terra le giovani, costrette ad affrontare faccia a faccia gli scherzi del destino che le porteranno a confrontarsi con i propri sogni e le necessità della vita.

La spinta emotiva dei giovani, soprattutto quando è mossa da ideali forti e decisi, potrebbe smuovere da sola le montagne. È questa la forza di “17 ragazze”, un sogno a occhi aperti di un gruppo di adolescenti alle prese con il limite sottile che divite il gioco dalla responsabilità: quello di emanciparsi, dimostrare le proprie capacità, di diventare madre mettendo al mondo un figlio da crescere e accudire.

Proprio come le coccinelle che invadono la spiaggia di Lorient, lasciando a bocca aperta la popolazione, così le ragazze stupiscono e sconvolgono gli adulti che non riescono a guardare più in là del loro naso, capaci di vedere una rivendicazione politica dietro a quello che non è altro che una rivendicazione di esistenza, di appartenenza a un mondo che non è in grado di donare nulla di più di un’esistenza passata a “sopravvivere”. Un film che ha fatto scalpore, quello delle Coulin, visto che oltre ad aver riportato sotto i riflettori la storia del liceo di Gloucester, in Inghilterra, ha smosso anche la commissione censura italiana, tanto da spingerla a marchiare il film con un netto divieto per i minori di 14 anni.

Delicato, fresco e mai strillato, “17 ragazze” sa raccogliere il grido di aiuto dell’adolescenza raccontandolo con fare pacato, sfruttando anche un cast di attrici più o meno conosciute del panorama francese, tutte degne di nota. Sebbene non manchino alcuni punti piuttosto oscuri che, inevitabilmente, penalizzano il messaggio della pellicola, nel complesso è sicuramente un esordio valido e interessante quello di Delphine e Muriel Coulin che riescono a far toccare con mano e senza giudicare la voce di queste giovani donne alla ricerca della propria identità.