Il primo gesto che facciamo quando entriamo nel Web è aprire Google, e il logo speciale in cui si vedono tanti bambini intrattenuti da un clown adulto dice subito quanto è speciale il 20 novembre, Giornata Mondiale dell’Infanzia. Nel 1989, questo stesso giorno, venne approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York la Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Eppure, mai quanto negli ultimi vent’anni i diritti dei bambini sono stati calpestati: secondo un rapporto di Save The Children, sono stati raggiunti i livelli massimi di disuguaglianza a discapito dei bambini più poveri. Insomma, da ventitrè anni il mondo ha deciso che i bambini sono soggetti depositati di un diritto, non semplicemente oggetto della nostra cura e tutela.

Ma a queste parole, importantissime naturalmente e foriere di riforme importanti in molti paesi che hanno negli anni ratificato il documento, non sono seguite sufficienti azioni per evitare l’abuso dei loro diritti alla salute e all’istruzione.

I social network sembrano essere un luogo particolarmente adatto alla riflessione degli adulti su questo tema, forse perché i minori non possono iscriversi – non quelli under 13 – o forse perché le generazioni che più abitano questi mondi sono le prime ad aver conosciuto il grande sviluppo della cultura globale per l’infanzia, coi cartoni animati, le serie televisive, persino il cibo e i giocattoli, distribuiti in tutto il mondo (una ragazza di trent’anni italiana può commuoversi ascoltanto la colonna sonora di Lady Oscar o ritrovando la sua vecchia Barbie esattamente come una coetanea che viva in un centinaio di altre nazioni).

Il doodle speciale per la Giornata mondiale dell'Infanzia 2012

Anche quest’anno, quindi, coma da tradizione, milioni di profili Facebook (ma il fenomeno sembra scemare rispetto ai due anni precedenti) sono stati sostituiti con immagini dei cartoni preferiti o comunque di personaggi e oggetti legati alla propria infanzia. Un modo tenero, colorato, di ricordare che siccome siamo stati tutti bambini, non si può essere indifferenti al destino di chi lo è oggi. Alla giornata partecipano tutti i paesi del mondo, sotto il patrocinio dell’ONU: come si potrebbe non partecipare, anche con un pensiero (per esempio ai bambini di Gaza)?

Inoltre, sempre in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, l’UNICEF ha pubblicato «Generazione 2025 e oltre: l’importanza critica di comprendere le tendenze demografiche per i bambini del 21° secolo», una nuova ricerca che evidenzia i cambiamenti demografici globali previsti per la prossima generazione di bambini che rappresentano grandi sfide per i responsabili e i leader politici. Si prevede un modesto aumento del 4% della popolazione mondiale dei bambini entro il 2025, ma la crescita della popolazione sarà concentrata in modo significativo nei paesi del Sud del mondo.

Fonte: Unicef