20 sigarette” è un film drammatico scritto e diretto dall’esordiente regista Aureliano Amadei, previsto per il debutto nei cinema oggi 8 settembre.

Trasposizione cinematografica dell’omonimo libro, il film è stato accolto alla Mostra del Cinema di Venezia con fragorosi applausi. “20 sigarette” racconta i tragici eventi della strage di Nassirya del 12 novembre 2003, dove 19 italiani hanno perso la vita.

Aureliano (Vinicio Marchioni) è il tipico ventottenne romano: girovaga per Roma con la sua videocamera, fa uso di droghe leggere, adora la birra, è un pacifista, frequenta i centri sociali. Un giorno però il regista Stefano Rolla lo invita a partecipare, in qualità di assistente, a un film che si girerà a Nassirya, in Iraq. Aureliano accetta, confortato dalle notizie che in quel territorio la guerra sia finita.

Così il giovane arriva in Iraq, presso il contingente italiano di pace. La sua prima uscita dalla base italiana è segnata dai tragici eventi: è il 12 novembre 2003 e si troverà vittima dell’attentato terroristico di Nassirya.

Unico sopravvissuto di quell’attentato, Aureliano riuscirà a tornare in Italia per avere le ultime cure. Claudicante, ferito psicologicamente, adesso Aureliano è una persona diversa e ha deciso di voler raccontare la sua storia, quella di un ragazzo qualsiasi ritrovato per caso o per sfortuna a divenire un eroe.

Con drammaticità e angoscia il regista costringe lo spettatore a vivere e respirare quella situazione tragica, ricostruendo con cruento realismo gli accadimenti di quei giorni.

La profonda umanità, commovente e straziante allo stesso tempo, arriva nella chiusa: sia il militare che il bambino iracheno morti sono sullo stesso piano perché entrambe erano persone che avevano progetti e sogni.

Il regista non manca di criticare e accusare i vertici politici e gli stessi mass media di non raccontare la verità sulla guerra.

Alla profonda umanità, riscoperta con stupore dal regista stesso, dei militari italiani e delle loro famiglie si contrappone l’ottusità di alcuni estremisti pacifisti: la guerra ha solo vittime e nessun eroe.

Il film è stato criticato da alcuni politici e lo stesso Ministero della Difesa ha cercato di boicottarlo.

In realtà “Venti sigarette” è un ottimo prodotto cinematografico, ben costruito e con un buon cast che vede accanto a Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli, Fabrice Scott, Gisella Burinato, Antonio Gerardi, Massimo Popolizio, Duccio Camerini, Edoardo Pesce e Alberto Basaluzzo.

Si tratta di un film che non giudica, né sentenzia: racconta la guerra attraverso gli occhi di un giovane che crede nella pace, costretto a crescere a causa della guerra e che deve sopravvivere in una società di falsità.