La fine del mondo non è ancora cominciata, che fa già divampare polemiche. E non parliamo del giudizio della critica, ma proprio del giudizio universale. Quello religioso. Nel film e nei trailer infatti sono ormai già famose le distruzioni (non è certo la prima volta) di simboli politici come la Casa Bianca, storici, religiosi come San Pietro, la Cappella Sistina e il Cristo Redentore di Rio.

Insomma nessuno è risparmiato, eccetto però i simboli del mondo islamico. Il regista tedesco Roland Emmerich, sul tema, è uscito allo scoperto e in un’intervista a Sci-Fi Wire ha ammesso che durante le riprese aveva pensato di distruggere la Kaaba, il “Cubo” nel cuore della Mecca, uno dei luoghi più sacri per l’Islam:

Era quello che volevo fare. Ma il mio co-sceneggiatore mi ha detto: “non avrò delle “fatwa” sulla mia testa a causa di questo film”. Aveva ragione. Nel mondo occidentale dobbiamo tutti riflettere su questo. Possiamo distruggere i simboli cristiani, ma se proviamo a farlo su un simbolo islamico o arabo rischiamo una fatwa, e questo dovrebbe farci riflettere sulla situazione nel nostro mondo. Ad ogni modo, non credo fosse un elemento importante nel film, quindi ho lasciato perdere

Del resto Emmerich non ha nascosto la sua avversione per le religioni in generale che a suo dire hanno veramente danneggiato l’umanità e continuino a farlo. Tuttavia proprio tramite questa esclusione denuncia una differenza dei rapporti fra arte e religione nel mondo. Perché “Se prendi di mira Gesù e il cristianesimo va bene, ma se fai qualcosa sull’islam e su Maometto che è considerato poco rispettoso sei nei guai”.