Dopo la brusca frenata che ha portato il governo italiano a ridiscutere il ruolo del nucleare nel nostro paese, e di fatto a cancellare il quesito referendario dalla lista del 12 e 13 giugno, il Premier Silvio Berlusconi si è lanciato in una serie di confidenze durante la conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama.

La scelta di stoppare il nucleare, secondo le parole di Berlusconi, serviva a tranquillizzare la popolazione dall’angoscia procurata da Fukushima. Una situazione che avrebbe stoppato le trattative nucleariste per troppi anni, evento che il governo ha sentito la necessità di scongiurare con tutti i mezzi possibili.

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Ma il bluff governativo, a detta dell’opposizione, è un vero imbroglio che prende in giro gli italiani. Queste le parole del Presidente del Consiglio:

“Siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare. L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare. Siamo assolutamente convinti che il nucleare sia il futuro per tutto il mondo. L’energia nucleare è sempre la più sicura.”

Queste confidenze servivano più a tranquillizzare le due società coinvolte nella trattativa pro nucleare, Enel ed Edf, piuttosto che le reali necessità degli italiani, i quali si erano espressi sfavorevolmente contro il nucleare già nel 1987.

Antonio Di Pietro dalla sua pagina Facebook ha così commentato le parole del Premier:

“Io lo sapevo, voi lo sapevate, però non c’è niente di meglio di una bella confessione in video: Berlusconi ha paura del referendum e lo ammette candidamente. Vuole sospendere per un anno o due il ritorno all’atomo per poi ridargli vita con più forza, violando il diritto al referendum dei cittadini italiani. Il Capo dello Stato dovrebbe impedire tale misfatto, e ci auguriamo che lo faccia senza alcun indugio.”

Al suo commento si è aggiunto quello di Angelo Bonelli dei Verdi:

“Le dichiarazioni di Berlusconi sono la prova provata dell’inganno del governo sul nucleare.”

E del direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio:

“Le dichiarazioni di Berlusconi svelano il segreto di pulcinella: la moratoria sul nucleare è una vergognosa pagliacciata per evitare il referendum del 12 giugno.”

Le parole di Silvio Berlusconi stridono dolorosamente proprio oggi 26 aprile, venticinquesimo anniversario della tragedia di Chernobyl, le cui radiazioni provocano morti ancora oggi. Secondo uno studio di Greenpeace tracce di Cesio 137 sono ancora presenti nelle mucche, nel latte, in bacche, radici e funghi del territorio ucraino. Continuano a fuoriuscire fumi radioattivi dal terreno e dallo scheletro della vecchia centrale, e le nascite sono condizionate da malformazioni e da disturbi cognitivi. Una pesante eredità che dovremo subire ancora tutti per tantissimi anni.