Come ogni anno dal 1999, il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, per dire NO alla violenza di genere.

Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la ricorrenza è un momento per riflettere, con eventi ed iniziative, per non dimenticare tutte quelle donne che ogni giorno, ogni anno, sono tormentate, ossessionate e molestate psicologicamente e fisicamente da un compagno, un marito, un fidanzato o un ex, per gelosia o semplice egoismo, finendo per pagare anche con la propria vita.

Indubbiamente la tutela deve aumentare anche perché tra le vittime, più del 51% aveva chiesto aiuto alle istituzioni dalle quali però non ottengono molte risposte: per questo motivo stesso istituto suggerisce di potenziare strutture apposite come i centri anti-violenza, in modo da prevenire il fenomeno. Questo farà si che il Bel Paese riesca ad andare finalmente incontro alle richieste esplicitate nella Convenzione di Istanbul, istituita nel maggio 2011, e che si basa sulle tre P: prevenzione, protezione e, soprattutto, punizione dei colpevoli che infliggono violenze nei confronti delle donne. Convenzione in vigore anche in Italia dal 2013 ma che tutt’ora viene utilizzata ben poco, se non per nulla. La giornata vuole dare forza a tutte le donne che sono riuscite a denunciare le violenze subite e che ogni giorno danno coraggio ad altrettante che, invece, sono ancora intimorite e hanno paura delle ripercussioni. Un particolare aiuto viene dato dalle varie campagne o iniziative organizzate in centinaia di città italiane.

Ad andare nettamente controcorrente durante questa giornata ci ha pensato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, in occasione di una conferenza dell’associazione “Donne e Democrazia”, ha sottolineato la sua idea per la quale le donne non sarebbero uguali agli uomini. “La nostra religione ha definito il posto delle donne nella società: la maternità. Porre uomini e donne sullo stesso piano è contro natura” ha esordito il presidente, poiché secondo lui gli uomini e le donne sono stati creati “diversi”, con una natura e una costituzione differente, “Perché alle donne non è richiesto di fare lo stesso lavoro degli uomini, come nei regimi comunisti” le madri godrebbero quindi di una posizione più alta, “che solo loro possono raggiungere”, criticando a sua volta le femminista che invece “non accettano la maternità”. Un pensiero che non poteva non suscitare risposte, come quella dell’avvocatessa e attivista per i diritti delle donne, Hulya Gulbahar, la quale di fronte ai commenti del Presidente turco ha affermato che questi andrebbero a violare la Costituzione e le leggi turche nonché le convenzioni internazionali che mirano all’uguaglianza tra i generi continuando “commenti di questo tipo da parte di autorità dello Stato giocano un ruolo importante proprio nella crescita di simili violenze e vanno a mettere in discussione che le donne partecipino alla vita pubblica, dalla politica all’arte, alla scienza e allo sport“. Erdogan, che guida la Turchia dal 2002, è spesso stato accusato dall’opposizione di volere porre un’impronta islamica sulla società, limitando quindi i diritti delle donne.

Le campagne

Tra le campagne di sensibilizzazione non passa sicuramente inosservata quella creata da Benetton in supporto a UN Women (l’agenzia delle Nazioni Unite che promuove l’eguaglianza tra i sessi e l’emancipazione femminile): una donna viene lapidata con dei petali da un gruppo di uomini. Un modo per far riflettere i cittadini del mondo, per mettere le forze assieme e dire basta a questa discriminazione e abuso. Assieme alla campagna, Fabrica ha prodotto anche l’installazione artistica Facing: una serie di tavole metalliche che rappresentano in maniera positiva i volti di tutte le donne vittime di violenza e sfigurate, utilizzando l’acido per dare forma e bellezza a queste ultime e non per distruggerle e che saranno messe all’asta nel 2015 donando i proventi a UN Women. Tra le altre campagne anche quella di endviolence.un.org che, con il colore arancione, ha lanciato “Orange Your Neighborhood”, con ben sedici giorni di iniziative per rendere arancione ciò che ci circonda, fino alla giornata dei Diritti Umani del 10 dicembre.

Da non dimenticare anche la White Ribbon, campagna iniziata nel 1991, e continuata da moltissime associazioni e stilisti come Stella McCartney, che dal 2013 ha creato il simbolo White Ribbon for Women seguito dall’hashtag #WR4W; oppure anche la lotta di Linor Aargil, ex-Miss Universo israeliana nel 1998 che, violentata da un suo connazionale a Milano è riuscita a denunciarlo facendolo finire in prigione: da qui la donna gira il mondo per far capire a tutte le donne come reagire in queste circostanze, con la sua storia nel film documentario “Brave Miss World” nella campagna #IAmBrave.

Non sono solo le grandi associazioni o grandi marchi a sensibilizzare la giornata: un esempio può essere quella dell’agenzia creativa Laboratorio COM, che ha condiviso un video tutorial su come struccarsi, ma con una sorpresa. La ragazza, mentre si toglie il trucco, mostra tutti i segni della violenza subita con tagli sul labbro e lividi sul volto e collo.

Le iniziative

In una giornata così importante sono molte le città italiane che si mobilizzano.

Tra le più importanti si ricordano quelle di Roma, dove nel pomeriggio Piazza del Popolo si tingerà di una luce rossa, colore simbolo della ricorrenza, proiettando sui palazzi adiacenti con parole legate al tema della giornata. Durante la sera verranno invece lanciate in aria delle lanterne rosse, per non dimenticare tutte le donne vittime di violenza. Tra le altre iniziative anche un giardino per dire no alla violenza di genere,  grazie a “La donna abitata” con cinque alberi di arancio amaro piantati nell’area verde di viale Cesare Pavese all’Eur, promossa dalle donne della commissione delle Elette del municipio IX, lo stesso che a sua volta ha aderito anche all’iniziativa “Romadiceno” – in collaborazione con Acea – con uno spettacolo che si terrà alle 19 presso la stazione metropolitana Laurentina: “Nel nome dello stalker”. Sempre durante la serata andrà in scena “Donne”: presso i Musei Capitolini, delle donne importanti per la politica e cultura italiana (tra cui Carla Fracci e Eleonora Abbagnato) leggeranno storie di donne che sono state vittima di violenza, tra le canzoni interpretate da Tosca. Sempre una sessione di lettura si terrà a Montecitorio, trattando i monologhi teatrali di “Ferite a Morte” di Serena Dandini, interpretati da ministre e parlamentari.

Per quanto riguarda Milano, le iniziative sono partite dal 22 novembre con il tour “24 ore per parlarti d’amore”, un’iniziativa ideata dall’associazione “Fermati Otello” assieme al patrocinio del Comune di Milano, con un camper che per un’intera giornata – dalle 7 di sabato 22 alle 7 di domenica 23 novembre -, ha attraversato la città meneghina per sensibilizzare la cittadinanza su questo grave fenomeno. Nella giornata del 25 novembre ci sarà invece la tradizionale fiaccolata organizzata dalla Provincia di Milano, partendo da Corso Monforte (angolo San Babila) per arrivare presso l’Aula consiliare di Palazzo Isimbardi (Corso Monforte 35): un momento per ricordare tutte le vittime della violenza di genere ed è aperta a tutti coloro che vorranno parteciparvi e sostenere la causa. In via De Amicis invece un muro di bambole, il “Wall of Dolls” ideato lo scorso giugno da Jo Squillo e per la quale ha coinvolto stilisti come Etro e Ferragamo, i quali a loro volta hanno donato le proprie bambole; davanti a Palazzo di Giustizia ci sarà invece l’appuntamento con le scarpe rosse, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano, mentre all’Auditorium Ca’ Granda ci sarà lo spettacolo teatrale “Ti amo alla follia – Stop violece”. Una grande idea arriva dalla campagna di comunicazione affidata agli studenti di IED, IULM e NABA, con un pannello di fiori dove solamente gli uomini si potranno recare – dalle 13 alle 19 del 25 novembre – per lasciare un fiore in segno di solidarietà per la lotta alla violenza di genere. In piazza San Babila saranno offerte le clementine antiviolenza, ideata del coordinamento donne Cgil , Cisl e Uil con ben 150 chili di mandarini regalati dalle imprenditrici di Confagricoltura Donna Calabria in ricordo di Fabiana Luzzi.

In tutta Napoli sono sparsi una serie di eventi dal titolo “Tanaliberetutte”,  anche con iniziative che cercano di combattere ogni tipo di violenza, non solo quella di genere, mentre a Padova, Pisa e Siracusa ci sarà un flashmob in via Roma dalle ore 15. Anche a Torino ci saranno una serie di eventi, tra cui un giardino dedicato alle vittime di violenza di genere, con l’installazione “Pa-pi-lla”, mentre a Palazzo Civico ci sarà l’esposizione “Violate” mentre una serie di spettacoli e proiezioni sono in programma al Piccolo Cinema e Cecchi Point.