Il Decreto firmato dai Ministri Passera e Clini potrebbe produrre effetti negativi sul fotovoltaico, secondo gli operatori del settore, e sul potere occupazionale delle rinnovabili, mettendo a rischio decine migliaia di posti di lavoro. E in effetti è stata già annunciata la cassa integrazione per centinaia di addetti ai lavori.

Secondo Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE, sono necessari dei cambiamenti, per il semplice fatto che il fotovoltaico è un‘enorme opportunità sia per l’occupazione che per il risparmio energetico. Con questo decreto, il Governo ha segnato una strada che porta diritto ad un rapido dissolvimento della filiera nazionale, vanificando gli investimenti già fatti ed i 6 miliardi di spesa annui già impegnati per i prossimi 20 anni.

I benefici del fotovoltaico sono evidenti. Si è calcolato che nel solo 2011 si sono risparmiati 400 milioni di euro. Con oltre 18.000 addetti diretti (100.000 considerando anche l’indotto) e il 16% della produzione mondiale di inverter, l’industria fotovoltaica italiana ha generato investimenti privati di circa 40 miliardi di euro nel 2011. Facendo gli opportuni calcoli, si evidenzia che le casse dello Stato beneficeranno di un corrispettivo fiscale di circa 20 miliardi di euro dei 140 miliardi di euro di incentivi nell’arco di venti anni.

Secondo Natalizia, oggi sono ancora indispensabili gli incentivi per il sostegno del fotovoltaico, non solo per arrivare alla piena competitività della tecnologia, ma anche allo scopo di consentire al nostro Paese di godere dei relativi benefici a tutti i livelli: energetici, occupazionali, economici, ambientali e, beneficio non meno importante, per la salute.

Secondo ANIE/GIFI, il 5° Conto Energia dovrebbe entrare in vigore non prima del 1° ottobre 2012 in modo da salvaguardare i diritti acquisiti e nel contempo preparare l’uscita graduale dalla dipendenza dagli incentivi. Infatti, ANIE/GIFI ha avanzato alcune idee e proposte per il consolidamento del settore fotovoltaico italiano alla fine degli incentivi statali.

Natalizia ha spiegato, infatti, che gli operatori di settore, insieme, hanno individuato ”alcuni strumenti non monetari che permetteranno al settore di penetrare in maniera capillare nel territorio nazionale. Proponiamo l’esenzione IMU per tutti gli edifici fotovoltaici ed un credito fiscale per famiglie e imprese che producono energia fotovoltaica ed altri strumenti che vanno nella direzione di una piena liberalizzazione del mercato elettrico e una competizione libera da incentivi”.