Miti sessuali: quando si parla di sessualità non si può non pensare agli anni ’60, e alla rivoluzione che ne è conseguita. Una vera e propria liberazione da dogmi e paletti imposti dal passato. Leggende sessuali dure a morire, che hanno vincolato la libertà personale, costringendo la coppia a rituali di corteggiamento repressivi.

Eppure una ricerca ha evidenziato che la vita sessuale di un tempo non differiva molto da quella attuale, ecco i miti sessuali del passato:

  1. L’amore e il sesso in epoca Vittoriana.
  2. Un vero mito sessuale tramandato di epoca in epoca, ma che pare non ricalcasse completamente la realtà dei fatti. La tradizione voleva le donne molto timorose e pudiche, tanto da coprirsi anche le caviglie per non esporre nemmeno un centimetro della loro pelle alla vista dell’uomo. Pare la stessa Regina Vittoria fosse molto discreta riguardo al sesso, tanto da consigliare alla figlia per la prima notte di nozze di pensare all’Inghilterra e ai suoi doveri. Quanto di più lontano dalla realtà. Il sesso era vissuto con passione e anche molta morbosità, forse perché considerato in apparenza disdicevole dall’opinione pubblica. Le relazioni si consumavano al limite dell’incestuoso e della pedofilia, addirittura lo stupro e le orge rientravano nella fantasia sessuale dell’epoca. Fino a scivolare verso pirotecniche esibizioni casalinghe in stile pornografico. Superati strati e strati di vestiti e bottoncini, nel privato le coppie si scatenavano senza nessuna remora. E a quanto pare la stessa Regina Vittoria non era così bacchettano come la tradizione tramanda, ma piuttosto appassionata e amante del buon sesso.

  3. Puritanesimo.
  4. Ogni americano conosce nel dettaglio la storia dei Padri Pellegrini e la loro fama di puritani integerrimi, religiosi ossessivi ed estremisti. A quanto pare il sesso era materia di scandalo e allontanato, nonché scomunicato. Ma in realtà, in piena sintonia con i dogmi forniti dalla religione, i matrimoni a scopo procreativo erano molti, ben accetti e incentivati. Il solo obbiettivo di generare, replicarsi e riprodursi forniva il giusto alibi matrimoniale per darsi al sesso sfrenato. Il più delle volte avveniva alla luce del sole, sotto gli occhi di passanti e amici, addirittura durante le cene e nei bar. Ovviamente anche il sesso tra coppie non sposate era molto diffuso, ma la società imponeva regole d’apparenza che bisognava seguire in teoria solo per non macchiarsi la reputazione.

  5. Religione ebraica e sessualità.
  6. Rientra nel gruppo dei miti legati al sesso anche il tipo di approccio che, in teoria, la religione ebraica consiglia nei confronti delle pulsioni sessuali. La tradizione e le leggende metropolitane parlano di rapporti sessuali avvenuti attraverso un foro nel lenzuolo, in modo da impedire ai corpi nudi di toccarsi o peggio di vedersi. Nulla di più confuso e più lontano dalla realtà. La fantasia distorta del passaparola ha equivocato quello che è un indumento sacro per la religione ebraica, cioè il Tallit Katan una sorta di veste a forma di poncho rettangolare smanicato, che gli uomini ortodossi indossano sotto il l’abito. Indicato e citato anche nei Versetti Numeri 15:38-39, serve a ricordare i comandamenti del Signore. Nessun legame con la sessualità che è vissuta in modo normale, anzi la religione stessa vieta coperture durante l’atto sessuale.

  7. Jus primae noctis.
  8. Molti film e pellicole di origine inglese riportano l’usanza aberrante, da parte del signore di un feudo, di abusare e trascorrere la prima notte di nozze di un proprio servo con la moglie appena sposata. Nonostante la voce in merito possieda radici antiche, medievali, il passaparola pare sia inesatto. La tradizione parla di cartelli appesi fuori dalla casa, a indicare il permesso alla fornicazione grazie al benestare del Re. Niente di vero in sostanza, nonostante l’epoca storica non sia l’emblema per quanto riguarda rispetto e bon ton. Ma il tutto è riconducibile a una sorta di propaganda negativa e distorta tra contee contrapposte, una gara tra gruppi rivali a chi gettava più fango sull’avversario.

  9. L’orgasmo femminile e la contraccezione.
  10. Parole tabù condizionate dalla presenza oscura della religione, che da sempre vieta e invita all’astinenza. L’idea più diffusa un tempo, legata alla sessualità femminile e al raggiungimento dell’orgasmo, era viziata dal concetto che la donna fosse solo un oggetto per il sollazzo maschile. Anche in questo caso il passaparola e le teorie di Freud sull’orgasmo clitorideo hanno ristretto il beneficio femminile, in funzione del predominio sessuale maschile. Eppure ciò che abbiamo oggi lo dobbiamo al passato, addirittura al medioevo nonostante l’oscurantismo religioso dell’epoca. La ricerca medica credeva che il sistema riproduttivo maschile e femminile fossero uguali, solo fisiologicamente opposti, e per questo il raggiungimento dell’orgasmo legato anche al concepimento era favorito e paritario. Per non parlare della contraccezione, che era praticata sin dai tempi degli Egizi. Una continua ricerca di erbe, medicamenti, materiali utili per la costruzione di profilattici arcaici o pillole contraccettive primordiali. Gli stessi sui quali si fonda la medicina preventiva attuale.

Fonte: Cracked