L’attesa è finita: dal 17 Marzo arriva nelle sale italiane “Kung Fu Panda 3“, il film che passa alla storia come la prima produzione ad aver dato vita a due film differenti pur mantenendo la stessa storia e gli stessi personaggi: uno in inglese (Dream Works Animation) e l’altro in cinese mandarino (Oriental Dream Works).

A prestare le voci ai diversi protagonisti del film è una folta schiera di attori di fama internazionale tra Jack Black (Po), Dustin Hoffman (Shifu), Angelina Jolie (Tigre), Lucy Liu (Vipera), Kate Hudson (Mei Mei). In Italia è Fabio Volo ad “interpretare” Po, impegnato in questo 3° volume del racconto a diventare maestro di kung fu.

Il film, diretto da Jennifer Yuh Nelson e Alessandro Carloni, è “motivazionale” e sembra volerci dire: “Scoprite cosa vi rende speciali e usate questa consapevolezza per realizzarvi al meglio“.

Kung Fu Panda 3, la trama

Li Chan, padre biologico di Po, scomparso da tempo, ricompare improvvisamente nella vita del paffuto figlio. Ricomposta la famiglia, Po viene condotto nel paradiso segreto dei panda ed accompagnato in questa sua nuova avventura anche da papà oca, Mr. Ping, che per oltre vent’anni si è preso amorevolmente cura di lui. Ad attenderlo tantissimi panda a cui insegnerà l’arte del Kung Fu. Da allievo, Po si trasforma così in maestro. A lui il compito di battersi con il cattivo Kai che, ricomparso nel mondo umano dopo 500 anni, ruba il Chi (la forza e l’energia vitale che può volgersi al bene come al male) di tutti i maestri di Kung Fu della Cina, compreso quello di Oogway, l’anziana tartaruga che ha inventato questa tecnica di combattimento come difesa per i più deboli.

Galleria di immagini: Kung Fu Panda 3: le immagini del film

5 motivi per vedere Kung Fu Panda 3

Quel che rimane impresso di questo film, una commedia d’avventura, è racchiuso in questi 5 validissimi motivi per cui vi consigliamo vivamente di andare al cinema a vedere Kung Fu Panda 3.

  1. Per la passione e l’entusiasmo contagioso di Po che scopre cosa lo rende speciale diventando, una volta presa consapevolezza di sé, migliore. In questo film, come dice il regista Alessandro Carloni, “Po deve aiutare altri a raggiungere la sua stessa illuminazione e a comprendere quali siano le loro qualità peculiari per realizzarsi appieno“.
  2. Per la presenza di figure femminili forti: la Tigre (voce di Angelina Jolie), la Vipera (Lucy Liu) e il Panda Mei Mei (esuberante danzatrice col nastro con la voce di Kate Hudson). Questo messaggio del pink power passa anche dietro la macchina da presa tramite la regia di Jennifer Yuh Nelson, regista a cui si deve il boom di incassi di Kung Fu Panda 2: 631 744 560 dollari.
  3. Per la storia di due padri e un figlio. I due padri, uno adottivo e l’altro biologico, devono accettare il valore che ognuno di loro ha per il loro figlio, proprio come Po deve riconciliarsi con l’idea che ha di se stesso.
  4. Perché questo film non è un viaggio solitario di Po. Questo paffuto panda riesce a trasformare un’intera comunità e, a loro volta, gli abitanti del villaggio aiutano lui a cambiare. È un’evoluzione condivisa. Bellissimo il messaggio che ci dice che non siamo soli al mondo. Sono i nostri amici, la nostra famiglia a darci la forza.
  5. Perché c’è lui, Po, questo maldestro, paffuto, ironico, positivo e determinato panda che ci insegna a non mollare mai. Alla fine, sembra dirci Po, non importa quante volte si cade. Ciò che importa è rialzarsi sempre.