Revenant, con Leonardo Di Caprio diretto da Alejandro G. Iñárritu, è il film da vedere. Il motivo è presto detto: 12 nomination al premio Oscar – tra le quali spiccano quelle come miglior film, miglior regia, a Leonardo di Caprio come migliore attore protagonista e a Tom Hardy come migliore attore non protagonista – sono il risultato di lavoro e passione.

Revenant, il Redivivo in italiano, è ispirato alla vita e alla storia realmente vissuta da Hugh Glass (interpretato da DiCaprio), un leggendario esploratore e cacciatore di pellicce che nella realtà si unì a una spedizione di esplorazione del fiume Missouri nel 1823. Giunto nel South Dakota, fu aggredito da un orso grizzly e abbandonato dai suoi compagni di viaggio, che erroneamente credevano fosse in fin di vita.

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Revenat, la trama

Il film, che parte dalla storia vera, descrive invece Glass come una guida esperta di un gruppo di cacciatori di pellicce che mi muovono attorno al gigantesco parco di Yellowstone, un territorio gelido e selvaggio flagellato dalle lotte tra le tribù degli indiani d’America che iniziavano a vedere i propri territori conquistati con violenza dei bianchi. Il film, inno alla forza implacabile della natura e alla grande spiritualità di Glass, inizia appunto con una scena di caccia che riesce a immergere lo spettatore nella magnificenza del bosco con tutti i suoi rumori.

La compagnia di cacciatori, attaccata dagli indiani che vogliono impadronirsi delle pelli, è costretta a fuggire e, proprio durante questa fuga, Glass (DiCaprio) subisce la terribile aggressione del grizzly (una delle scene più belle e totalizzanti del film). A causa delle terribili ferite riportate, Glass viene trasportato dai suoi compagni nonostante il parer contrario di John Fitzgerald (Tom Hardy) che si scontra ripetutamente Hawke (il figlio che Glass ha avuto dalla moglie appartenete a una tribù di indiani d’America e morta a causa di un attacco al villaggio da parte dei bianchi).

Le estreme condizioni climatiche, l’impervia strada da percorrere e l’inseguimenti degli indiani portano all’abbandono di Glass e all’uccisione di suo figlio Hawke da parte di John Fitzgerald. Nonostante le ferite mortali e la solitudine, Leonardo DiCaprio – Glass nel film – ripercorre 300 chilometri, tra stenti e pericoli primordiali, sostenuto dalla voce e dalle apparizioni oniriche della moglie, per vendicarsi di John Fitzgerald, l’uomo che l’ha tradito uccidendo prima suo figlio e poi abbandonandolo.

Ecco allora 5 motivi per andare al cinema e vedere Revenat, in sala dal 16 gennaio.

  1. Nomination al miglior attore protagonista. Potrebbe arrivare, proprio per l’interpretazione di Hugh Glass, il tanto atteso premio Oscar come miglior attore protagonista per Leonardo diCaprio. Per l’attore di origine italiana si stratta della sesta nomination al premio Oscar dopo quelle ricevute come miglior attore non protagonista per Buon compleanno Mr. Grape (1994), miglior attore protagonista per The Aviator (2005), miglior attore protagonista per Blood Diamond – Diamanti di sangue (2007), miglior film e miglior attore protagonista per The Wolf of Wall Street (2014).
  2. Silenzio. Revenant per Leonardo DiCaprio ha rappresentato il ruolo più impegnativo della sua carriera sia fisicamente, sia psicologicamente perché la maggior parte delle scene sono completamente prive di dialogo come ha rivelato lui stesso: “Spesso ho interpretato personaggi complessi e pieni di cose da dire, perciò questo ruolo per me è diverso da ogni altro. Qui dovevo trasmettere le mie sensazioni senza parlare, oppure esprimendomi in una lingua diversa“.
  3. Costumi. Leonardo è celebre anche per le tante trasformazioni fisiche che ha dovuto adottare per necessità scenica. In Revenant ha le sembianze di uomo di montagna provato da stenti e freddo e il suo look è stato affidato alla costumista Jacqueline West, nominata due volte all’Academy Award, che si è ispirata a schizzi d’epoca di pittori che avevano incontrato e documentato la vita dei cacciatori dell’epoca. Alejandro G. Iñárritu ha voluto che Leo-Glass indossasse avesse un cappuccio (proprio come un frate intriso di spiritualità) e la pelle di orso che i cacciatori avevano lasciato in terra quando lo avevano abbandonato per mostrare come l’animale, che lo aveva quasi ucciso, in realtà gli salvi la vita, tenendolo al caldo con la sua pelliccia.
  4. Make up. Per Revenant, DiCaprio si è sottoposto al trucco più complicato di sempre. A rivelarlo il suo truccatore Sian Grigg che collabora con l’attore da 20 anni. Da quando Glass è aggredito dal grizzly diventa irriconoscibile a causa delle ferite, delle cicatrizzazioni e del freddo. Per questo DiCaprio è stato ricoperto di protesi per simulare gli effetti dell’aggressione. C’è da dire che anche prima dell’attacco dell’orso, DiCaprio ha una barba folta e trasandata, uno strato di sporcizia sul viso, sul corpo e sulle unghie
  5. Controfigura? No, grazie. Il combattimento con l’orso è una delle scene più belle del film perché lo spettatore si ritrova a girare attorno ai due riuscendone a percepire anche il fiato. Ma questa è solo una delle tante scene d’azione per la quale DiCaprio non ha voluto usare la controfigura. È proprio l’attore e non una controfigura quello che si vede sepolto nella neve, senza vestiti a meno cinque gradi, e a saltare dentro un fiume ghiacciato.