Telefonate complici, passeggiate insieme senza alcun secondo fine, pomeriggi divertenti di shopping e confidenze amorose: sono le caratteristiche dei rapporti di ex fidanzamento a cui il cinema ci ha spesso abituato, con i passati innamorati ritrovatisi intimi, complici e amici fidati delle rispettive nuove fiamme.

La realtà dei fatti, tuttavia, è decisamente più crudele della finzione di Hollywood: pianti, scenate isteriche e vendette funeste sono all’ordine del giorno per una relazione che si infrange. Ma quali sono i consigli per gestire al meglio il rapporto con il proprio ex fidanzato, senza dannarsi l’anima e rodersi il fegato? Più che cercare di costruire una relazione di natura diversa, sarebbe forse meglio lasciarla naufragare, soprattutto se la rottura ha implicato la distruzione dell’amato servizio di ceramiche della defunta nonna o qualche punto di sutura non preventivato. Ecco, perciò, i 7 comportamenti da evitare nella gestione di un ex compagno.

Per prima cosa, non importa quanto forte sia la nostalgia, non bisogna mai chiamare l’ex al telefono. Le aspettative dell’innamorata malinconica verranno irrimediabilmente infrante e, così, una telefonata di scuse si trasformerà in una guerra dei Roses su filo, condita da epiteti che di certo non fanno bene all’ego di entrambe i partner. A meno che non si sia convinte di voler ricominciare una storia da capo, è meglio depennare dalla propria agenda il numero del compagno, concentrandosi sulla sofferenza che quest’uomo ha causato più che sui suoi, spesso sparuti, pregi.

Lo stesso vale per gli incontri casuali, soprattutto qualora il proprio carattere non fosse propriamente di principesco aplomb. Quando si vive nella stessa città, o peggio nello stesso quartiere, non è poi così raro incontrarsi nella quotidianità di tutti i giorni. Ma questa non è una buona ragione per intavolare una sceneggiata pubblica, con tanto di capelli elettrici, fumo dalle orecchie e occhi insanguinati. Se, ad esempio, si incontrasse il proprio ex partner al supermercato, al posto di avvicinarsi con una scusa banale per poi vomitare letteralmente la propria rabbia, sarebbe meglio spostarsi saggiamente in un altro reparto. E qualora si incrociasse l’amato di un tempo in compagnia di una nuova fiamma, è meglio alzare i tacchi, e anche con una certa premura.

Proprio in fatto di nuove conquiste, le donne sono spesso portare a paragonare se stesse con l’attuale fidanzata dell’ex compagno. Inizialmente ci si concentra sulle caratteristiche fisiche, rallegrandosi o deprimendosi a seconda del corpo posseduto dalla fortunata. Lo step successivo è quello dello stalking più o meno compulsivo della povera anima sui social network, che sfocia nell’accesa gelosia al primo status al sapor di melassa aggiornato sulla piattaforma. Quando un rapporto finisce, si conclude con esso anche l’eventuale e morboso possesso. Rivendicare dei diritti sulla nuova amata, oltre a essere particolarmente infantile, non fa altro che abbassare la propria autostima al livello del battiscopa. Molto meglio risollevarsi, quel tanto da riuscire a vedersi riflessi nello specchio del bagno, e ripetersi fino allo sfinimento come sia legittimo che l’ex cominci una nuova vita. Vita che potrebbe anche escludere il proprio passato, soprattutto qualora non fosse stato particolarmente piacevole.

Il pettegolezzo è sicuramente uno degli effetti più funesti di una relazione che finisce. Ma il gossip, spesso maschera di inutile cattiveria, ha uno spiacevole effetto boomerang. Effetto che, solitamente, arriva in modo inaspettato come una mazzata tra capo e collo. Molte donne dal cuore infranto, e dal sangue inacidito, si dimenticano che, così come loro si sono lanciate nel pubblico ludibrio in fatto di {#sesso}, igiene e carattere, lo stesso potrebbe aver fatto il partner. E non è mai piacevole ricevere casualmente dei complimenti da un conoscente per le proprie segrete, e assolutamente imbarazzanti, pratiche sotto le lenzuola.

Per dimenticarsi del partner e sopravvivere all’idillio amoroso scomparso, è necessario allontanare certe memorie. Non è necessario dimenticarle, bensì basta chiuderle in uno scrigno della propria mente per aprirle solo quando si sarà pronte a riviverle. Il ricordo, tuttavia, non va alimentato nella quotidianità: bisogna liberarsi di ogni effetto personale dell’ex rimasto in casa. La sua maglia da notte, l’intimo sexy o il suo paio di scarpe preferito: tutto materiale da riconsegnare al proprietario o, nelle più rissose delle ipotesi, da donare in beneficenza alle associazioni per senzatetto.

Gli ultimi due consigli, invece, più che indicare una modalità di gestione della sopravvivenza all’ex servono alla propria psicologia. Il primo stratagemma è quello di rivoluzionare in piccolo la propria esistenza: la fine di un amore non è l’esaurimento delle possibilità, per mantenersi vivi è quindi utile cambiare le proprie abitudini, visite posti luoghi e lanciarsi proprio in quelle attività da sempre adorate ma mal digerite dal partner. Il secondo, invece, impone alle donne sfinite di non riflettere troppo sul perché di una rottura: a volte una vera motivazione non c’è, perché semplicemente si tratta di una scintilla di passione spenta per una goccia d’acqua. Anziché l’autoanalisi ossessiva, è sicuramente più indicato saper voltar pagina.

Fonte: SheKnows