Si festeggia oggi il centesimo anniversario dela Festa della Donna, ricorrenza carica di significato che porta con sé l’occasione per una fotografia della donna italiana.

L’osservatorio Mauri Lab ha infatti colto l’occasione per studiare la rappresentazione della donna sui media e nel sociale, attraverso l’analisi di un totale di 1600 tra riviste e siti di lifestyle e di 180 tra interviste a sociologi, psicologi ed esperti di comunicazione. Questo studio approfondito ha permesso di arrivare ad un ritratto della donna di oggi, e di far emeregere caratterische interessanti.

La maggioranza degli esperti coinvolti nell’analisi concorda nel definire la donna del 2010 come “autarchica“, ovvero in grado di pensare e soprattutto di bastare a se stessa: il gentil sesso del 2010, infatti, è sempre più capace di “portare i pantaloni” e di svolgere quel ruolo prettamente maschile per cui l’uomo (definito “femminilizzato” o “eterno bambino”) è sempre più in crisi; ha voglia di realizzarsi nel lavoro, ma senza soccombere al carrierismo più sfrenato come le manager degli anni ’80 e ’90.

Ed è proprio nel lavoro che gli uomini riconoscono alle donne un grande valore, al punto da desiderare di averle come capoufficio, perlomeno in Lombardia come ha evidenziato un’altra ricerca, svolta dall’Ufficio Studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza: il 15% degli 850 lombardi, ha infatti dichiarato che vorrebbe una donna…non per amico, parafrasando la celebre canzone di Battisti, ma per capo. Anche se sappiamo bene che, purtroppo, la realtà è diversa, come in campo sanitario, all’interno del quale la Cgil ha evidenziato che, nonostante il numero di donne medico sia in costanta aumento, soltanto una su dieci svolge il ruolo dirigenziale del primario.

Insomma, il pianeta rosa del 2010 è un’universo sempre più complesso e sfaccettato.

Curiosa è anche la dichiarazione di una reginetta di bellezza, l’ex Miss Italia Claudia Andreatti, che sul magazine online della fondazione Farefuturo, a proposito della manifestazione di Salsomaggiore scrive:

Mi piacerebbe, avendole vissute, che quelle serate fossero un po’ un momento in cui presentare agli italiani delle persone esemplari (anche pensando alle adolescenti che seguono il programma), che siano giudicate su indicatori educativi, che vadano oltre l’estetica”.

Forse questa potrebbe essere una delle iniziative pià singolari da presentare in occasione di questo 8 marzo.