Oggi si celebra la giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, voluta fortemente dal Presidente Giorgio Napolitano che ne ha istituito ufficialmente la presenza attraverso la legge n. 56 del 4 maggio 2007. Questo 9 maggio è dedicato in particolare al ricordo di dieci giudici caduti negli anni di piombo: Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma, Girolamo Tartaglione.

Un segno molto forte per non dimenticare tutte le vittime assassinate barbaramente dalla mano violenta delle stragi di matrice terroristica, e anche mafiosa. Parole quelle di Napolitano che scuotono e che invitano al rispetto della magistratura in quanto organo istituzionale, onorando i giudici:

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“Parlare responsabilmente della magistratura e alla magistratura nella consapevolezza dell’onore che ad essa deve essere reso come premessa di ogni produttivo appello alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie”.

Il ricordo commosso del Presidente arriva puntuale dopo i continui attacchi alla magistratura attraverso le parole del Premier Silvio Berlusconi e della cartellonistica che aveva invaso Milano nelle settimane precedenti, dove si accusava i giudici stessi di essere esponenti delle Brigate Rosse.

Un controsenso e un affronto per tutti i parenti e i familiari di chi ha perso padri e fratelli proprio per mano stragista, una ferita riaperta con violenza sulla quale ha voluto porre la sua mano il Presidente della Repubblica. Come sostiene Benedetta Tobagi, figlia di Walter

“Scrivere “Fuori le Br dalle procure” significa non ricordarsi nulla di quello che è stato. Siamo la generazione dei figli abbiamo, spero, una giusta distanza e un atteggiamento non vendicativo. Abbiamo cercato di capire. Ora proviamo a seminare”.

La data del 9 maggio non è casuale: nel 1978 le Brigate rosse assassinarono Aldo Moro, mentre in Sicilia Cosa Nostra spegneva tragicamente la voce e il coraggio di Peppino Impastato. E proprio oggi ha preso il via un nuovo atto del processo Mills contro Berlusconi, che ha visto il Premier attaccare nuovamente i PM sostenuto dall’onorevole Daniela Santanchè. Berlusconi ha reclamato una commissione d’inchiesta sui PM milanesi rimarcando il tutto con la frase

“L’eversione dei PM, un cancro democratico“.

Ma sono stati pochissimi i fan del Premier accorsi in sostegno, molti i comuni cittadini che si sono presentati davanti al Palazzo di Giustizia per commemorare il 9 maggio, in particolare i due magistrati milanesi Emilio Alessandrini e Guido Galli uccisi dalle Br. E Giorgio Ambrosoli, eroe borghese simbolo di una città che non si arrende davanti alle minacce, che il Palazzo di Giustizia ha voluto onorare con tre maxi serigrafie a lungo applaudite.