Elezioni regionali truccate. Ne è convinto il procuratore aggiunto milanese Alfredo Robledo che, nell’avviso di chiusura delle indagini per falso ideologico, parla di 926 firme false apposte a sostegno della lista del governatore Roberto Formigoni e del Pdl in occasione delle elezioni regionali lombarde del marzo 2010.

Delle quasi 100 “firme apocrife”, come vengono definite negli atti, 618 sarebbero quelle presentate per la lista “Per la Lombardia” di Formigoni mentre 308 risulterebbero le firme per la lista provinciale milanese del Popolo della Libertà.

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Tra gli indagati risulta Clotilde Strada, collaboratrice del consigliere regionale Nicole Minetti e, all’epoca dei fatti, responsabile della raccolta firme. Nell’avviso di chiusura delle indagini si legge:

«Strada ha agito in qualità di vice responsabile del settore elettorale del Pdl Lombardia, ma in concreto unica effettiva responsabile dell’attività di raccolta delle firme dei sottoscrittori necessarie per la presentazione delle liste».

Clotilde Strada avrebbe agito insieme ai consiglieri Marco Martino, Nicolò Mordegan, Barbara Calzavara e Massimo Turci. Proprio questi ultimi avrebbero falsamente attestato di aver identificato i firmatari con il documento e avrebbero dichiarato vere e autentiche firme che, invece, non lo erano.

Queste le dichiarazioni Roberto Formigoni sulla vicenda:

«La coalizione Pdl-Lega è legittimamente al governo di Regione Lombardia perché votata dal 57 per cento degli elettori lombardi. Se ci sono state irregolarità, per esempio nella raccolta delle firme, esse saranno sanzionate. Ma tali irregolarità dovranno essere verificate secondo tutti i crismi previsti dalla legge: per ora ha parlato soltanto la pubblica accusa. Dovrà parlare la difesa e poi deciderà solo e soltanto un giudice terzo».

Fonte: Repubblica