In questi giorni, come ogni anno nel mese di maggio, il riflettori dei media sono tutti puntati sul Festival di Cannes. E come ogni anno, la kermesse ha la sua parata di star più o meno note. Ma il festival non è fatto solo di star e personaggi da gossip, c’è spazio anche per il cinema di un certo livello.

Oltre al chiacchierato e discusso film di Sabina Guzzanti, a Cannes è presente anche la nuova pellicola di Michelangelo Frammartino. Intitolata “Le quattro volte”, si tratta di un documentario in cui viene proiettato il pensiero pitagorico all’interno di una comunità calabrese.

Frammartino ha spiegato in questo modo il suo film:

“In Calabria, mio luogo d’origine, c’è stato Pitagora che professava l’animismo. Il linguaggio del cinema sta cambiando e il documentario, al contrario della fiction, parte da luoghi e fatti reali sui quali viene poi realizzata una storia”.

Inoltre, il regista ha voluto dire la sua circa lo stato attuale del cinema italiano e su come su comporta il versante politico a riguardo:

“Il nostro è un governo molto legato alla TV e è chiaro che sia meno vicino al cinema. Come dice Godard, il grande schermo ci fa alzare la testa sul mondo, mentre la TV la fa abbassare. Bondi, non essendo venuto qui a Cannes, è costretto a guardarci dal basso, dalla TV”.