La prima gravidanza non prima dei trent’anni, anzi, se si arriva a trentadue è ancora meglio. Un parere medico? Assolutamente no, infatti si tratta di una realtà di fatto che coinvolge le donne italiane, che evidentemente aspettano un momento particolare per mettere al mondo un figlio senza anticipare i tempi.

Ci stupiamo ancora meno se pensiamo che ci si sposa sempre più tardi, e soprattutto che anche l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro è sempre più complesso e ritardato rispetto a qualche anno fa. Il VII Rapporto dell’Evento Nascita in Italia ha reso noti i dati relativi alla natalità nella penisola nel 2008, sottolineando come se le straniere residenti nel nostro paese partoriscono il primo figlio a 29 anni circa, le connazionali aspettano ben tre anni in più.

Questi dati sono accompagnati da tutta una serie di informazioni sulle abitudini e scelte delle mamme italiane, le quali a quanto pare hanno un livello di istruzione medio-alto seppure solo il 58% di loro ha un’occupazione.

Il rapporto illustra anche la situazione italiana relativa al parto, mostrando come nel 37,8% dei casi i bambini italiani nascono grazie al taglio cesareo: si tratta di una cifra molto superiore alla media che caratterizza gli altri paesi dell’Europa, dovuta in parte anche all’innalzamento dell’età delle mamme.

In molti casi, inoltre, le coppie contemporanee optano per avere un solo figlio. Questa scelta è dovuta a molti fattori, e senza dubbio le difficoltà legate alla sfera lavorativa e alla carenza di aiuti e servizi dedicati all’infanzia ha un suo peso. Tanto più se la madre ha già un’età superiore ai trent’anni, che talvolta rappresenta un ostacolo nella ricerca di una nuova occupazione dopo la maternità.