Esorcisti a Milano: nasce un numero d’emergenza dedicato all’utenza in cerca dell’aiuto di un sacerdote. Pare che la ricerca di un’esorcista sia diventata una grande necessità nel capoluogo lombardo, tanto che il numero di “operatori” si è innalzato in breve tempo da 6 a 12. Ma quando si sa se davvero si ha la necessità di un esorcista? Pare che i fenomeni di possessione, secondo il Vaticano, siano molto rari. Tuttavia a questa specialissima hotline chiamano le persone più disparate, anche con un buon livello di studi, e spesso chi chiama confonde la ribellione giovanile con la possessione.

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La Curia di Milano ha attrezzato un servizio di centralino attivo dal lunedì al venerdì in modo che vengano smistate le richieste e gli appuntamenti per gli esorcisti preposti. Saranno loro una volta sul posto a stabilire se effettivamente c’è lo zampino del diavolo in quello che sta accadendo a chi li ha chiamati. La cura, secondo il Vaticano, per chi è davvero posseduto, è comportarsi come Gesù Cristo: pregando digiunando e amando. Al contrario dei new ager che a questo trittico sostituiscono invece il cibo, magari condito con salsa di soia.

A spiegare l’esigenza di aumento degli esorcisti è stato il vescovo ausiliare e responsabile del Collegio Esorcisti, monsignor Angelo Mascheroni:

«Giungono molte richieste di nomi, indirizzi e numeri di telefono… Per questo abbiamo attivato un centralino. Chi ha bisogno può chiamare e troverà una persona che smista le segnalazioni sul territorio per evitare alle persone di affrontare lunghi viaggi. Bisogna salvare l’incolumità professionale di ciascuno, perché questi sacerdoti svolgono anche altri ministeri, di parroco, vicario parrocchiale o decano. Chiedono sempre se prima di rivolgersi a un esorcista sono stati da maghi, che magari hanno spillato soldi. Chiedono anche se sono andati da specialisti, perché talvolta si tratta di fenomeni mentali, psichici e psichiatrici. Poi bisogna difendersi anche dai parenti, perché a volte sono più accaniti loro dei fratelli, figli, genitori. Il ministero fondamentale degli esorcisti è quello dell’ascolto e della consolazione, perché arrivano persone disfatte che maledicono il prossimo.»

Certo, per non mettere a rischio l’incolumità non ci si deve certo immaginare la scena de L’Esorcista in cui il prete muore dopo un volo dalla finestra. Anche se un dubbio rimane: possibile che di questi tempi, con tutti i progressi che la scienza e la tecnica hanno raggiunto, molti si rivolgano prima a un prete che non a un medico per individuare una probabile malattia mentale? Scienza e fede non possono certo andare a braccetto, e per di più si avverte la boa della fine di un ciclo Maya. E certo sembra davvero strano correlare scienza, fede e paganesimo Maya. Tanto più che la stessa parola Maya, nella cultura italiana che viene dalla Grecia, significa qualcosa di ben preciso: illusione.

Fonte: Tgcom.