AccostareBella ciao” e “Giovinezza” sul palco dell’Ariston ha destato molti dubbi. La decisione di cantare le due canzoni nel prossimo Festival di Sanremo, che sarà condotto da Gianni Morandi, è venuta come omaggio alle celebrazioni per l’anniversario dell’Unità d’Italia.

Ma l’accostamento a qualcuno è sembrato irriguardoso, soprattutto in virtù del fatto che “Giovinezza” rappresenta un canto fascista, al di là delle sue origini decisamente differenti, e in Italia abbiamo un reato chiamato apologia di fascismo.

A scagliarsi contro questa scelta quanto meno bizzarra è stato il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto, che ha spiegato:

Presenterò un esposto alla Procura della Repubblica competente, per valutare se non ci siano gli estremi del reato di apologia di fascismo se si canta “Giovinezza” all’Ariston. “Bella ciao” è un canto della Resistenza. Sono due cose incommensurabilmente diverse. “Bella ciao” la puoi cantare dovunque, rientra nella opinabilità delle scelte di tipo canoro, ma “Giovinezza” è un’offesa ai morti della Resistenza.

A quanto pare l’incredulità è generale, soprattutto per chi quegli anni se li ricorda bene, come Dario Fo:

Giovinezza a Sanremo? Ma allora perché non cantano anche “Faccetta Nera”, visto che è tornata così d’attualità. Ha presente? “Bella abissina, sarai romana…”. E io aggiungerei: sì, basta fare una telefonata. Ma che lo battezzino il Festival delle divise e non ne parliamo più. Anzi, già che ci siamo, infiliamo ai cantanti l’orbace e un bel fez. No, guardi: adesso è alla mia infanzia che sto pensando. Sono del ’26, quell’onda l’ho vissuta tutta. Ma lo sa che ci vestivano con la camicina nera? Che censuravano i libri di scuola? Che tessevano l’elogio della guerra? Sarebbe come se in Germania eseguissero il canto delle SS. Sa come si rivolterebbe l’intera nazione?

La prima parte della sua dichiarazione è un chiaro riferimento alle vicende che legano il premier Silvio Berlusconi alla minorenne marocchina Ruby Rubacuori, arrestata e poi scarcerata in circostanze ancora da chiarire in cui potrebbe essere coinvolto il capo del Governo.

Infine, per Giampaolo Pansa sembra solo una trovata di Morandi, forse per bissare il successo del Sanremo dello scorso anno creando attenzione:

Una storia cominciata male, cioè con una gaffe di Morandi, che pure mi è sempre parso un uomo intelligente, e continuata anche peggio. È inutile negare che Giovinezza sia parte del costume nazionale. Ma se proprio devono farla, questa serata storica, vadano su qualche brano meno arroventato, su certi classici risorgimentali, tipo “La bella Gigogin”. O, visto che è implicato Morandi, ripropongano “Si può dare di più”: vuol mettere il riferimento agli evasori fiscali?

Anche Giorgio Bocca crede si tratti di apologia di fascismo:

Siamo all’apologia di fascismo, una mossa folle, ma viviamo ancora in democrazia? “Giovinezza” era fascistissima, l’inno contrapposto dal regime alla Marcia reale. “Bella ciao”, invece, fra i partigiani non la cantava nessuno: avevamo cose più urgenti da fare. È stata inventata molto in seguito, negli Anni Sessanta, al Festival di Spoleto.