In Italia non è un ottimo momento per i disabili all’interno del settore scolastico: di recente sono state infatti dimezzate le ore di sostegno destinate a loro. Un taglio che sicuramente metterà in seria difficoltà a molti, in quanto rischia seriamente di non far accedere una parte di questi alle scuole pubbliche del Belpaese.

Dal momento in cui si sono riaperte le scuole, vi sono stati una serie di ricorsi ai tribunali amministrativi regionali di tutta la Nazione. Il problema è che oggi gran parte delle classi risultano sovraffollate visto che l’attuale normativa prevede che possa esserci solo un alunno disabile in una classe composta da 20 o 25 studenti. In caso invece ci fossero due disabili, nella classe devono essere presenti meno di 20 studenti.

Molte associazioni e l’Assessorato all’Istruzione hanno però denunciato la presenza di oltre 950 classi di tre o più studenti disabili, in alcune zone dell’Italia anche sei. Se si considera che il numero delle ore di sostegno è stato dimezzato, che anche il numero degli insegnanti specializzati è stato diminuito, e che c’è un sovraffollamento nelle classi, si può chiaramente intendere quanto questa sia una situazione critica.

I familiari degli studenti disabili stanno facendo ricorso al Tar per ottenere il ripristino dell’orario intero di sostegno. A ogni modo, secondo l’avvocato Luigi Silvestrini, esperto nella tutela dei diritti dei disabili:

l’unica alternativa possibile per i genitori è quella di ricorrere alla giustizia amministrativa: il provveditorato è in grado di integrare le ore di sostegno solo in seguito a una pronuncia positiva del Tar. E le spese legali, una volta accolto il ricorso, vengono rimborsate.