A Simple Life”, una vita semplice quella narrata dalla regista Ann Hui, uno tra i nomi più noti della cinematografia di Hong Kong che sbarca nei cinema italiani dopo la presentazione all’ultimo Festival del Cinema di Venezia dello scorso settembre. Una narrazione delicata e genuina, scandita dalla quotidianità fatta di abitudini, valori e piccole attenzioni tra due figure così vicine, vera esperienza vissuta dal produttore della pellicola Roger Lee.

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A incarnare la figura della dolce e attenta cameriera Ah Tao c’è Deanie Ip, attrice e cantante cinese che per la sua toccante interpretazione si è aggiudicata la Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile a Venezia, una governante devota al bambino della famiglia a cui ha dedicato la propria vita e ormai diventato uomo interpretato da Andy Lau, noto al pubblico in particolare per la performance nella pellicola di Zhang Yimou “La Foresta dei Pugnali Volanti”.

Costretta a lavorare fin da bambina come cameriera, Ah Tao (Ip) diventa pian piano una vera e proprio colonna portante della famiglia Lee che segue per ben quattro generazioni. Da quando però i membri si sono pian piano trasferiti a San Francisco, l’unico rimasto a cui badare affettuosamente è Roger (Lau), un produttore cinematografico cresciuto dalla stessa donna. Quando però viene colpita da un ictus, l’esistenza della domestica subisce un brusco cambiamento: costretta ad abbandonare i suoi compiti, si trasferisce in una casa di cura sempre sotto lo sguardo attento e amorevole di Roger; sarà grazie alla sua natura dolce e comprensiva che riuscirà, in maniera ogni volta differente, a prendersi cura anche degli altri pazienti ricevendo dal suo pupillo e da chi le sta vicino tutto l’amore di una vita.

Non c’è nulla di eclatante, rumoroso o sconvolgente nella pellicola di Ann Hui: “A Simple Life” è una vera e propria storia fatta di piccoli tasselli che, una volta riordinati, riescono a dare forma a un’esistenza tranquilla, moderata, che nella sua semplicità merita un posto di rilievo per ciò che riesce a mettere davanti all’obiettivo della telecamera: un amore dolce e incondizionato, come quello di una madre – non sulla carta ma nell’animo – per un figlio. Un amore che cresce durante un’intera vita, tanto da trasformare una cameriera di umili origini in una pietra miliare di un’intera famiglia, lontano dai pregiudizi e dalle classi sociali.

Affondando le radici in quella che è una storia vera, di vita vissuta, Ann Hui descrive con occhio attento e giusto i sentimenti di una donna, interpretata magistralmente da una bravissima Deanie Ip, che guidata dal calore umano che emana dal profondo del cuore riesce a regalare a chiunque abbia incontrato sulla sua strada un po’ di felicità, di gioia, anche nelle condizioni più difficili; come nella casa di cura, luogo grigio in cui sono ricoverate persone che dalla vita vogliono, o vorrebbero, ancora molto proprio come lei, che s’illumina alla sua presenza così nella vita con quella famiglia che l’ha adottata, ricambiando tutto l’amore purissimo che lei stessa ha offerto con la dedizione di un’intera esistenza.