Davvero ricchissimo il menu proposto ieri sera da Fabio Fazio e Roberto Saviano per la prima puntata del loro ostacolato “Vieni via con me“. Il più atteso era Roberto Benigni, che non ha certo deluso le aspettative con uno show personale che ha fatto ridere e riflettere, alternato battute e canzoni. Ma c’è stato anche spazio per Nichi Vendola, l’attrice di “Benvenuti al Sud” Angela Finocchiaro, il cantante Daniele Silvestri, un’intervista al direttore d’orchestra Claudio Abbado e un durissimo monologo dello stesso Saviano.

Ad aprire una puntata dedicata agli elenchi ci ha pensato Fazio, con la lista delle prostitute che lavoravano a Pompei:

Le prostitute che lavoravano a Pompei prima dell’eruzione, quelle colte e raffinate che si vendevano per influenzare i clienti potenti che gestivano la politica, poi è crollato tutto ma il crollo continua ancora adesso.

Saviano ha parlato di Giovanni Falcone e ha lanciato un lucido ma allo stesso tempo rabbioso affondo contro la cosiddetta “macchina del fango“, quel meccanismo pericolosamente in atto nell’Italia di oggi che mette a serio rischio la democrazia:

Parte da fatti minuscoli della tua vita privata che vengono usati contro di te. Stai per scrivere un articolo e pensi “domani mi attaccheranno” su cose che non hanno niente a che vedere con la vita pubblica, lo faranno con il tuo privato e ti costringeranno a difenderti. Allora prima di metterti a scrivere ci pensi. E vuol dire che si è incrinata la libertà di espressione. […] Ti compromettono con l’obiettivo di dire “siamo tutti uguali”. Tutti egualmente sporchi. Invece la forza della democrazia è la molteplicità. Le differenze. Quelle che la macchina del fango non vuole che il cittadino veda. La privacy, ad esempio: è sacra. Ma una cosa è la privacy, un’altra è scegliere le proprie amiche da candidare, un’altra è finire nelle mani degli estorsori: quella smette di essere privacy e inizia a essere condizionamento della cosa pubblica. E può essere crimine.

Tra gli ospiti c’è stato anche il presidente della regione Puglia Nichi Vendola, che ha letto l’elenco delle parole con cui vengono chiamati gli omosessuali. E alla dichiarazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che aveva affermato “meglio guardare le belle ragazze che essere gay”, ha risposto con classe dicendo semplicemente:

È molto meglio essere felici.

Roberto Benigni fa invece il mattatore a tutto campo: parla dell’affaire Ruby Rubacuori, canta un brano dedicato a Berlusconi e poi anche “Via con me”, il celebre pezzo di Paolo Conte che dà il titolo al programma, rivolge un invito scherzoso (ma non troppo) al Premier: “Silvio Dimettiti“, quindi ironizza sul suo cachet:

Sono d’accordo a venir gratis, la Rai ha bisogno di soldi, però Masi non fare scherzi: a un semaforo quando ho abbassato il vetro un polacco mi ha riconosciuto e mi ha dato un euro.

Di seguito vi proponiamo due momenti clou della prima puntata di “Vieni via con me”: il video della canzone in cui Roberto Benigni elenca tutte le proprietà di Berlusconi e la lista di Nichi Vendola di tutti i modi usati in Italia per definire un omosessuale.