I raggi ultravioletti utilizzati nelle lampade solari sono nocivi e aumentano considerevolmente il rischio di melanoma e cancro della pelle. Sembra essere questa la conclusione a cui è giunto il ministro della Salute Ferruccio Fazio che, da ieri, ha messo in vigore un nuovo decreto che vieta le lampade solari ai minori e alle donne in gravidanza.

Sono a rischio anche le persone che hanno già affrontato tumori della pelle e quelle che si scottano facilmente a causa di un’ipersensibilità cutanea. Il decreto affronta anche la regolamentazione di altri trattamenti estetici e ne aumenta il livello di sicurezza. Ecco le parole soddisfatte di Ferruccio Fazio:

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“Con il provvedimento firmato oggi abbiamo compiuto un passo in avanti per la tutela del cittadino che vede così garantito in modo ancora più stringente il livello di sicurezza degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico come le lampade abbronzanti, i depilatori elettrici, le saune e i bagni turchi.”

Il decreto, infatti, auspica in generale a un aumento del livello di sicurezza degli strumenti solitamente utilizzati nei centri di bellezza e benessere. Dallo scaldacera ai depilatori elettrici, passando per i laser e le saune, tutti i trattamenti estetici dovranno seguire regole standard e più rigide. In particolare, come si diceva, quelle sui solarium e l’esposizione ai raggi Uva delle lampade solari prevedono una maggiore protezione dei cittadini, soprattutto di quelli più giovani.

“La regolamentazione dell’utilizzo delle lampade abbronzanti è particolarmente importante per la dimostrata nocività, soprattutto nelle persone più giovani, delle radiazioni ultraviolette che espongono a un aumento del rischio di melanoma cutaneo statisticamente significativo.”

L’obiettivo è quello di ridurre il numero di minorenni, oltre 700 mila, che fanno una lampada abbronzante anche più di una volta al mese. Già qualche tempo fa era stato lanciato l’allarme per la cosiddetta tanoressia, atteggiamento patologico e di dipendenza nei confronti dell’abbronzatura e, in particolare, dei raggi Uva freddi delle lampade solari.

Come spiega la dott.ssa Caterina Catricalà, direttore del dipartimento clinico sperimentale di Dermatologia oncologica dell’Istituto San Gallicano di Roma:

“Nell’infanzia e nell’adolescenza i raggi Uva possono creare il presupposto per i tumori alla pelle e l’invecchiamento precoce della pelle. Si raccomanda quindi prima di usare qualsiasi cosa che possa avere un impatto sulla pelle di recarsi dal dermatologo.”

Chi proprio non riesce a rinunciare alla tintarella e a una pelle super abbronzata prima ancora di andare in vacanza, potrebbe cominciare a seguire una dieta alimentare mirata e rinunciare, così, a esporsi in modo prolungato alle lampade solari per accelerare l’effetto.

Mangiare cibi che contengono molta vitamina A, primi fra tutti frutta e verdura, aiuta a conquistare un colore dorato e naturale della pelle. Via libera dunque alle carote, meglio se crude, agli spinaci, alle albicocche ma anche a mango, peperoncino, pomodori e rucola.