In Lombardia la maggior parte dei medici si rifiuterebbe di praticare l’aborto e in un ospedale su sei sarebbe addirittura impossibile ottenerlo. Ma in generale in Italia sembra che l’aborto legale previsto dalla legge 194 stia morendo: secondo i calcoli del ministero della Sanità, sarebbero oltre 20.000 gli aborti clandestini.

In Lombardia sceglierebbe l’obiezione di coscienza il 67,8 per cento dei ginecologi, un dato poco al di sotto della media nazionale (pari al 69,3% nel 2010), secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute. Meglio o peggio della Lombardia (a seconda della vostra opinione), Basilicata (85,2 per cento), Campania (83,9), Molise (85,7) e Sicilia (80,6). In Lombardia, però, su 63 presidi ospedalieri che hanno un reparto di ginecologia e ostetricia, in 11 tutti i ginecologi sarebbero obiettori di coscienza. Ma a Milano, i ginecologi che obiettano sono meno della metà.

Ovviamente rammaricata Sara Valmaggi, esponente del Pd e vicepresidente del consiglio regionale, che, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha detto: “Nella nostra regione la legge 194 è disattesa. Lo dimostrano i dati sul numero di obiettori di coscienza fra ginecologi, anestesisti e paramedici, che il partito democratico ha raccolto in ogni presidio ospedaliero. Numeri riferiti al 2012 che provano le difficoltà delle donne a vedersi riconosciuti i diritti che la legge sull’aborto garantisce loro“. Spesso, infatti, a obiettare non sono solo i ginecologi, ma anche il 49,8 per cento degli anestesisti e il 38,9 per cento del personale non medico.

Naturalmente alla denuncia di Sara Valmaggi sono seguiti alcuni commenti di esponenti del Pdl, come Mauro Parolini, che avrebbe invece affermato che la Lombardia è la regione dove maggiormente viene applicata la legge 194, garantendo la reale tutela della salute delle donne e il diritto alla vita.

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