La legge 194, che regola in Italia l’aborto, è salva e nessuno per il momento potrà metterla in discussione. Il ricorso presentato da un giudice tutelare del tribunale di Spoleto è stato respinto dalla Corte Costituzionale, che l’ha giudicato inammissibile. Il caso riguardava il desiderio di aborto espresso da una sedicenne che non voleva informarne i genitori. Dopo due settimane, la Corte si è espressa in seguito a una riunione in Camera di Consiglio. L’argomento toccava il cuore della 194, l’articolo 4, che recita:

«Nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all’articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera.»

L’inghippo è nato quando il giudice tutelare, invece di tener conto della volontà espressa dalla minorenne – ha tempo, secondo la legge, cinque giorni – che si era presentata al consultorio con il suo fidanzato, ha opposto il suo parere citando l’articolo 2 delle recenti sentenze della corte di giustizia europea sui diritti umani, in difesa dell’embrione.

Dopo la difesa dell’avvocato dello Stato, Maria Gabriella Mancia, il responso del giudice Mario Rosario Morelli (lo stesso che nel 2008 diede parere favorevole all’interruzione dell’alimentazione per Eluana Englaro): il ricorso non è ammissibile. Sentenza che ha fatto tirare un sospiro di sollievo alle tante associazioni femminili pronte a scendere in piazza per difendere l’impianto della legge che da più di trent’anni consente l’aborto in Italia.

Filomena Gallo, dell’Associazione Luca Coscioni, ha dichiarato alle agenzie stampa che «la 194 sull’aborto è intoccabile e deve essere garantito il servizio, pena il ricorso alle autorità giudiziarie». Anche dal mondo della politica, specialmente il centrosinistra, sono arrivate parole di soddisfazione, come quelle di Paola Concia e Livia Turco. Dal centrodestra, com’era prevedibile, più puntualizzazioni e qualche critica.

Fonte: AdnKronos