Per fare chiarezza sulle incertezze generali a proposito della nuova tassa sugli immobili, è stato deciso un meccanismo a scaglioni. Entro il 18 giugno i contribuenti verseranno un acconto dell’Imu, che sarà calcolato secondo le aliquote base e pari al 50% dell’imposta dovuta. La seconda rata sarà versata a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con il conguaglio sulla prima rata.

L’acconto Imu andrà calcolato anche in base agli sconti definiti dal decreto salva-Italia: 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sugli altri immobili. Poi, entro il mese di luglio, in base alle verifiche del gettito, saranno fatte le necessarie correzioni.

Dette correzioni potranno riguardare il livello delle aliquote nazionali, ma sembra che riguarderanno anche i margini di manovra comunali. Da ricordare, a questo proposito, che oggi i sindaci possono far salire o scendere del 3 per mille l’aliquota ordinaria e del 2 per mille quella sulla prima casa.

Potrebbero esserci anche altri cambiamenti. Ad esempio, potrebbe cambiare anche la detrazione di 200 euro sull’abitazione principale, quella aggiuntiva di 50 euro oggi prevista per ogni figlio di età non superiore a 26 anni che abiti nella stessa casa. È tutto da vedere.

L’iter

Entro il 30 giugno i Comuni approveranno il preventivo, iscrivendo in bilancio il gettito Imu secondo le stime del dipartimento delle Finanze. Entro il 30 settembre, sulla base dei dati aggiornati, potranno ”approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo”.

Quindi, i Comuni potranno decidere le aliquote locali dopo il provvedimento del Governo e comunque i contribuenti potranno usarle solo per il versamento del saldo, che scade il 17 dicembre.