I primi risultati oltre le aspettative, infatti: solo il 4% dei contribuenti non ha pagato la tassa invisa ai più.

Si pensava da più parti ad una ”fuga” più consistente da un impegno fiscale così oneroso e invece circa 23,8 milioni di contribuenti su 25,5 milioni hanno effettuato il primo versamento della nuova aliquota sulla casa, forse per mancanza di liquidità o per ragioni diverse come potrebbe essere un fallimento o la perdita del lavoro, ad esempio, anche se i soliti evasori hanno proseguito con le loro abitudini.

Questo rispetto della scadenza, al di là di ”tentazioni evasive” e nonostante il rischio di generale disobbedienza ad un’imposizione fiscale di notevole portata, sta a dimostrare il grande senso di responsabilità di milioni di contribuenti italiani, che si sono mostrati consapevoli della necessità del momento. E così l’Imu, a giudicare da un primo bilancio, farà incassare allo Stato tra giugno e dicembre oltre 20 miliardi di euro.

Solo il 5,5% dei proprietari, pari a circa 877.000 contribuenti, ha suddiviso il pagamento in tre rate: una a giugno, la seconda sempre in acconto a settembre e il saldo a dicembre, con un importo totale pari a 91,2 milioni di euro per singola rata.

Il sottosegretario Vieri Ceriani. nella presentazione a Roma dei dati ufficiali del primo acconto Imu, ha precisato: “La stima fatta dall’Economia sull’Imu era di 9,7 miliardi di entrate entro giugno e 20,1 a dicembre. Ad oggi con la prima rata, scaduta il 18 giugno scorso, sono stati già incassati 9,551 miliardi, ed entro la fine dell’anno si raggiungeranno i 20,085 miliardi.