Che sia vera oppure no, la confessione-denuncia di Oprah Winfrey di un episodio di razzismo all’interno di una boutique svizzera sta creando non poco scompiglio in tutto il mondo, ma soprattutto nella città di Zurigo dove il fattaccio sembra essere accaduto e dove nel negozio in questione si cerca di capire cosa sia realmente successo.

La famosa conduttrice americana conosciuta in tutto il mondo per aver intervistato nel suo salotto gli uomini e le donne più potenti della Terra, ha raccontato di aver subito, infatti, delle offese razziste all’interno dello shop Trois Pomme a Zurigo dove una commessa si è rifiutata di mostrarle una borsa di coccodrillo da 35.000 franchi (oltre 28.000 euro), dicendo che era “troppo costosa per lei“.

A quel punto ho pensato di andare via per poi tornare, come Pretty Woman, e comprare tutto il negozio“, ha detto la Winfrey, che si trovava a Zurigo per il matrimonio di Tina Turner. Cosa che avrebbe certamente potuto fare visto che secondo la rivista Forbes, la conduttrice ha una ricchezza stimata in 2,8 miliardi di dollari.

L’agenzia di promozione turistica elvetica si è prontamente scusata per l’accaduto, mentre Trudi Goetz, la titolare del negozio, continua a difendere la propria commessa affermando che si sia trattato solo di un malinteso: “Prima di tutto voglio scusarmi per questa situazione spiacevole. Penso che quanto accaduto sia frutto di un errore di comunicazione. Non posso pensare che quella sia stata la reazione di una nostra shop assistant. Mi risulterebbe molto strano che questa dipendente, abituata a lavorare con clienti internazionali e una delle migliori qui dentro, si fosse rifiutata di mostrarle la borsa. Quella vendita sarebbe valsa 7 volte il suo stipendio: sarebbe stato un successo per lei“.

Secondo la ricostruzione fornita alla Goetz dalla commessa italiana Oprah si era soffermata sulla borsa da 28mila euro solo per uno sguardo, la dipendente poi le aveva mostrato altri articoli della collezione Jennifer Aniston. E solo dopo Oprah avrebbe chiesto il prezzo della borsa incriminata.”Sono sicura che si sia trattato di un errore di comunicazione e che questa storia non abbia nulla a che vedere col razzismo. Tina Turner è una delle mie migliori amiche ed è fuori discussione che questo episodio possa essere collegato al razzismo“.

La coincidenza ha voluto che la Winfrey fosse tra i partecipanti insieme alla titolare della boutique del matrimonio di Tina Turner celebrato proprio in Svizzera. Ma il caso non era ancora scoppiato. O forse la star americana ha preferito non rovinare la festa all’amica comune.