Da sempre i consumatori si chiedono se sia meglio utilizzare l’acqua dal rubinetto o quella in bottiglia: c’è chi consiglia la prima, chi la seconda. Ed è appena nata una bagarre che vede schierate da una parte la Coop, che tra l’altro etichetta le sue bottiglie, e dall’altra la Mineracqua, federazione italiana dei produttori di acque minerali.

La Coop ha lanciato, cinque giorni fa, una campagna aggressiva da 1 milione di euro che vede come testimonial Luciana Littizzetto, uno dei personaggi più amati della televisione italiana. Nello spot TV, che riportiamo in fondo a questo post, la Littizzetto invita gli italiani a utilizzare l’acqua pubblica con la solita simpatia che da sempre la contraddistingue.

Se nel Bel Paese si utilizzasse più acqua dal rubinetto o comunque, per coloro che non volessero rinunciare alla minerale, si scegliesse quella delle fonti più vicine alla propria casa, si potrebbero ridurre sia i costi che l’inquinamento che deriva dal trasporto dell’acqua. L’aria e l’acqua non stanno bene, e questa ormai non è purtroppo una novità, quindi l’iniziativa della Coop è prima di tutto ecologista. Chiaramente non solo, visto che il colosso è pronto a vendere ai consumatori una sua caraffa filtrante a uso domestico.

L’opposizione si è lamentata del fatto che la Coop avrebbe potuto coinvolgerla nella campagna promozionale, visto che la tutela dell’ambiente è cara a tutti. Spiega Ettore Fortuna, presidente di Mineracqua:

Si vuol far credere agli italiani che se comprano l’acqua devono sentirsi in colpa perché inquinano l’ambiente… Per questo abbiamo lanciato la nostra campagna. L’acqua in bottiglia è pura all’origine, non è trattata, è impossibile trovare tracce di cloro o suoi derivati. È imbottigliata alla sorgente e, quando la sorgente non è attaccata agli impianti, in quel tratto scorre in condotte di acciaio inossidabile, non di cemento o plastica come quella del rubinetto.

Acqua di rubinetto contro acqua in bottiglia: la sfida è aperta. Voi da che parte state?