Non sono poche le Bandiere Blu (sono ben 131) attribuite alle località di mare del nostro Paese, ma il mercato immobiliare delle case vacanza non decolla come dovrebbe, in particolare in questo periodo.

A frenare la domanda in questo particolare segmento dell’immobiliare sono due fattori fortemente penalizzanti: la crisi e…l’Imu. La crisi economica potrebbe definirsi globale, coinvolge molti Paesi, ma l’Imu incide fortemente sul trend del mercato della seconda casa. L’offerta di seconde case è in crescita, ma mancano gli acquirenti e soprattutto gli investitori: siamo di fronte ad una svolta socioculturale.

Il calo in questo settore è rilevante, nella misura del 16,5%. Ma, come abbiamo detto, siamo di fronte ad una svolta delle tendenze immobiliari anche per quanto riguarda la casa al mare. Oggi la seconda casa non si compra solo per investimento, da mettere a reddito con la locazione ai turisti. È sempre più larga, infatti, la fascia di coloro che acquistano la seconda casa al mare per viverci anche per periodi lunghi oppure per viverci abitualmente quando vanno in pensione.

Addirittura molti vendono la casa in città per vivere in una località di mare, per una migliore qualità della vita. Le mete preferite sono le aree vicine alle grandi città, dalla Riviera romagnola alla Riviera laziale. Oggi, quindi, si acquista la seconda casa con un’ottica diversa, con l’attenzione al giusto rapporto qualità-prezzo, alla vicinanza ai grandi centri, ma soprattutto al comfort abitativo, appunto perché si tende a viverci per lunghi periodi o per sempre. Le case che non rispondono a questa esigenza rimangono invendute.

Una vera stangata per questo segmento dell’immobiliare. Ma al di là della situazione economica creata dalla crisi in tutti i settori dell’economia, l’elevata fiscalità immobiliare fa la sua parte: l’Imu frena gli acquisti, e non solo della seconda casa.