Lutto nel mondo della musica: è scomparso all’età di 62 anni Gil Scott-Heron, padrino del rap con le sue composizioni di carattere spoken word, nonché attivista nel campo dei diritti per i neri. Il musicista è stato una figura di riferimento per la scena musicale black e, inoltre, l’anno scorso era tornato alla ribalta con un album che aveva ricevuto il plauso unanime della critica.

Gil Scott-Heron era nato l’1 aprile 1949 a Chicago e incise il suo primo album “Small Talk at 125th & Lenox Ave” nel 1970, segnando da subito il suo inconfondibile stile fatto principalmente da parti parlate, i cosiddetti spoken word, inserite su basi musicali.

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Il suo nome comincia a diventare noto però a partire dall’anno e dall’album seguente: in “Pieces of a man” è infatti contenuto quello che è ancora oggi il suo pezzo più conosciuto, “The revolution will not be televised“, una poesia, un componimento politico che ha fatto davvero storia.

Il più grande successo commerciale dell’artista arriva quindi nel 1978 con la canzone “The Bottle“, in grado di raggiungere le classifiche americane. Ma Gil Scott-Heron era anche noto per il suo impegno e attivismo sociale in favore dei neri d’America, contro l’Apartheid in Sud Africa e contro l’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan.

Dopo una lunga assenza dalle scene musicali, Gil era tornato lo scorso anno con “I’m New Here“, uno splendido lavoro che riportava l’artista ai suoi massimi livelli artistici. Scott-Heron se n’è andato a New York, celebrato da molti colleghi come Eminem, Radiohead e Public Enemy. Noi per ricordarlo vi proponiamo la sua celebre “The revolution will not be televised” e la recente “Me and the devil”.