Un altro suicidio nel mondo della moda. È morto negli scorsi giorni Alexander McQueen, noto per le sue collaborazioni con diverse maison del lusso e per un celebre brand che porta il suo nome. Lo stilista, a soli 40 anni, si è tolto la vita nella sua casa di Londra pochi giorni dopo la morte della madre i cui funerali, stando ad alcune indiscrezioni, erano previsti il giorno in cui McQueen si è suicidato e che, considerati gli sviluppi, dovrebbero essere celebrati insieme a quelli del figlio. Probabilmente è stato proprio il dolore per una perdita così grande ad averlo indotto a compiere il letale gesto di disperazione: aveva più volte affermato che la sua paura più grande era quella di morire dopo sua madre Joyce.

Ben presto la notizia è rimbalzata da un sito ad un altro e tra i vari social network, su Twitter è stata anche realizzata appositamente una pagine per porgergli l’estremo saluto. Molte le manifestazioni di stima da parte dei colleghi come Donatella Versace, secondo la quale la moda ha perso un’importante icona, e Romeo Gigli, che lo definisce come un artista grandioso e visionario.

Effettivamente il suo percorso professionale è stato costellato da molteplici e gratificanti collaborazioni, nonostante il backgroung di provenienza e le difficoltà per affermarsi in questo sofisticato mondo.

Figlio di un tassista, aveva abbandonato la scuola a soli 16 anni cominciando da suvbito a lavorare come designer nel mondo del fashion dove, ben presto, colpiti dal suo estro geniale, “Givenchy”, “Gucci” e lo stesso “Romeo Gigli” lo accolgono con entusiasmo nel proprio team succedendo anche ad altri sitilisti di chiara fama come John Galliano; collabora anche con le multinazionali sportive come Puma; esprime la sua creatività finanche al cinema dove firma i costumi per il thriller con Jennifer Lopez “The cell”; fonda un proprio brand di strepitoso successo; tra il 1996 e il 2003 gli viene conferito per ben quattro volte il riconoscimento come miglior designer inglese; nel 2009 stupisce ancora una volta i suoi ammiratori con una particolarissima sfilata con la regia del grande fotografo Nick Knight, lo streaming su Internet e il singolo di Lady Gaga “Bad Romance” come colonna sonora. Tra i suoi clienti anche Mikhail Gorbaciov e il Principe di Galles.

L’hooligan della moda, come amava essre definito per le sue collezioni trasgressive, ha sicuramente vissuto una parabola artistica molto intensa e che ancora tanto altro avrebbe potuto esprimere.

Invito coloro che ancora non lo conoscono a navigar tra le pagine Web del suo sito e a lasciarci i vostri commenti.