Addio gesso: brevettato l’osso sintetico

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Da oggi potremo dire addio ai fastidiosi gessi e alle odiose stampelle! L’Imcb-Cnr (Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche) di Napoli e la Finceramica Faenza SpA di Faenza hanno brevettato l’osso sintetico: una sostanza che grazie ad una semplice iniezione sarà in grado di stimolare la rigenerazione dell’osso rotto.

Naturalmente, l’invenzione ha un campo di applicazione molto ampio, che va ben oltre la semplice frattura, si pensi all’osteoporosi, all’artrosi e a tutte le patologie, anche più serie, che coinvolgono il sistema scheletrico.

La procedura consiste nell’iniezione dell’osso sintetico attraverso tecniche chirurgiche mini invasive. Il composto, una volta in circolo, stimola la rigenerazione del tessuto osseo, il tutto in tempi brevissimi consentendo così il recupero immediato del arto compromesso. La novità rispetto alle sostanze usate precedentemente consiste nel materiale: un polimero sintetico e materiale bioceramico riassorbibile. Inolte, come spiega il dottor Ambrosio dell’Imcb-Cnr:

la purezza delle materie prime impiegate, rende questo materiale altamente biocompatibile, evitando effetti collaterali come allergie, nonché osteo-conduttivo e osteo-promozionale, cioè capace di integrarsi pienamente con il tessuto nativo.

Si tratta ovviamente di un materiale ancora in fase di sperimentazione. Pensando ad una vecchia pubblicità la speranza è che quando avremo un braccio fratturato potremo dire già fatto? È l’osso sintetico.

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  • leons

    spero che la sperimentazione dell’ osso sintetico vada a buon fine e che nel giro di poco ultimata la sperimentazione venga introdotto negli ospedali e non solo con cure solamente private un grazie a tutti i nostri ricercatori e scienziati medici si parla sempre male e si fanno risaltare notizie negative quando si parla di sanità probabilmente in tivù non verrà nemmeno annunciata una cosa del genere e la sragrande maggioranza della gente non lo saprà nemmeno se la sperimentazione dovesse avere buon esito e lo immetessero come cura per le varie patologie sarà senpre alla coscienza del medico curante far curare il pazziente con tale farmaco o cura che sia

  • Alessandra

    Se davvero il materiale è bio-compatibile quest’invenzione è da premio Nobel! Peccato che il mio mignolino del piede si è rotto il 31 Dicembre 2009!!! (e mi fa ancora male)

  • andrea

    Se l’avessero brevettato prima mi sarei evitato un’infanzia trascorsa nel reparto di ortopedia del mio ospedale. Spero comunque che la sperimentazione vada a buon fine soprattutto per quei ragazzini scalmanati e spericolati, quale ero io da piccolo.

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