“Stay hungry, stay foolish”. Questo aveva detto nel 2005 Steve Jobs ai neolaureati di Stanford per spronarli a rimanere “affamati” di sapere e “folli”. Se n’è andato la scorsa notte, a 56 anni, dopo una lunga battaglia contro il tumore al pancreas che lo affliggeva dal 2004 e per il quale aveva abbandonato il ruolo di CEO Apple già lo scorso 24 agosto affidando il posto al suo successore Tim Cook.

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Durante l’ultima apparizione in veste ufficiale di presidente dell’azienda californiana, durante il keynote dello scorso giugno dedicato alla presentazione di iCloud, Jobs era apparso molto dimagrito e provato dalla malattia. Proprio durante l’evento del 4 ottobre, le telecamere presenti nel campus di Cupertino avevano ripetutamente inquadrato la sedia vuota riservata alla presenza simbolica al papà dei prodotti della mela morsicata.

A dare l’annuncio della sofferta scomparsa, oltre ai media che rapidamente hanno fatto rimbalzare la notizia da un capo all’altro del globo, è stata la homepage di Apple in cui campeggia una foto in bianco e nero del suo fondatore, con il suo immancabile maglione a collo alto, insieme alle date di nascita e morte. All’interno, alcune parole salutano quella che è stato il vero e proprio padre putativo delle più recenti tecnologie informatiche:

«Apple ha perso un genio visionario e creativo e il mondo ha perso uno straordinario essere umano. Quelli di noi che sono stati abbastanza fortunati da conoscere e lavorare con Steve hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia dietro di sé un’azienda che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito resterà per sempre il fondamento di Apple».

Fonte: Ansa