Lo sostiene una ricerca apparsa sulla rivista Dreaming Journal, pubblicata dall’American Psychological Association.

Lo studio condotto dalla ricercatrice Aline Gauchat, del Dipartimento di psicologia dell’Università di Montreal, in collaborazione con l’Università del Minnesota, sembra dimostrare che sogni ricorrenti nei ragazzi possono essere il sintomo di una forma di “disadattamento sociale“.

Dei 168 ragazzini di 11 anni della provincia del Quebec presi in esame, il 35% ha dichiarato di avere sognato uno stesso avvenimento più volte nel corso dell’anno.

Gli scienziati hanno raccolto i dati sui sogni, intervistato le madri e somministrato appositi questionari ai ragazzi, mettendo a punto un profilo psicologico degli undicenni: gli episodi onirici ricorrenti registravano una maggiore frequenza nei ragazzi con un comportamento aggressivo di tipo “reattivo”.

Non si tratta di una forma di aggressività attiva, ma di una reazione all’ambiente percepito come ostile e minaccioso.

Per fortuna ciò sembra non valere per le ragazze, generalmente più portare alla socialità e in genere di temperamento meno aggressivo. E neppure pare esista un legame tra sogni ricorrenti e altri disturbi psicologici in aumento tra i giovani d’oggi, come ansia, deficit d’attenzione, depressione e i più evidenti segni del continuo desiderio di contestazione.

Poiché i sogni cominciano già a questa età a riflettere la maturazione della personalità, questa ricerca ha soprattutto il merito di fornire indicazioni utili sulle difficoltà di questi ragazzi a rapportarsi con il mondo e con gli altri, suggerendo agli adulti un modo nuovo per aiutarli.