Gioia e soddisfazione non sono eterne, ma spesso diventano gratificazione contribuendo a essere felici sul lavoro. Lo dice uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, condotto su diecimila persone, che invertendo la relazione tra ricchezza e felicità non si accontenta di registrare l’ovvietà secondo la quale i più ricchi sono i più contenti, ma che i più contenti generalmente diventano anche i più ricchi.

La felicità aiuta a guadagnare di più? Non è la più sfrenata ambizione, un desiderio inappagato? Pare proprio, invece, che gli adolescenti e giovani che hanno mostrato emozioni positive, siano destinati a guadagnare meglio una volta che cominceranno a lavorare e, quindi.

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La battura viene naturale: forse sono felici perché sanno di essere destinati a guadagnare bene (pensiamo al figlio di un famoso chirurgo, o avvocato, di un politico…), ma approfondendo meglio si scopre qualche elemento di curiosità numerica: una soddisfazione affettiva attorno ai 16-20 anni può significare uno stipendio annuo superiore di duemila dollari.

La spiegazione è semplice: una persona felice, soddisfatta a quell’età tenderà a studiare con profitto, avrà una stabilità affettiva che la responsabilizza rispetto ai propri doveri, l’autostima e l’approvazione sociale ne aiuteranno la candidatura nella ricerca di posto di lavoro. Se dunque il denaro porta felicità a breve termine, si può affermare che la serenità di una vita soddisfacente dal punto di vista non materiale porta, al contrario, un benessere economico duraturo. Il denaro non compra la felicità, ma la felicità attrae il denaro.

Come far tesoro di questo studio? Il suggerimento può essere quello di concentrarsi sull’amor proprio. Tanti anni fa, un uomo certamente complesso ma che conosceva l’importanza di un sorriso, Charlie Chaplin, disse che un momento determinante della sua vita fu quando decise di eliminare persone, cibi, esperienze, ambienti, che gli facevano male. «All’epoca lo definivo come un sano egoismo», disse, «invece era amor proprio». Tempo dopo, diventò ricchissimo.

Fonte: PNAS