A distanza di giorni dalla sentenza della Cassazione, non si placa la polemica sulla possibilità di aprire l’adozione anche ai single. Sebbene non ci sia stata alcuna pressione da parte della corte suprema, è chiaro che l’episodio della donna genovese ha dato il via a un fitto dibattito tra Vaticano, associazioni che tutelano la famiglia e semplici cittadini.

Sono numerose, infatti, le discussioni aperte direttamente in rete tra i favorevoli e i contrari all’idea che un minore possa essere affidato in modo definitivo a una persona sola.

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Su Facebook, ad esempio, è nato quasi immediatamente un gruppo che sostiene la riforma della legislazione in materia, e anche il sito di Famiglia Cristiana ha promosso un sondaggio online che ha avuto risultati per il 70% a favore della riforma in materia di adozioni.

Il Vaticano, dal canto suo, difende la famiglia come entità composta da madre e padre, tuttavia dalla voce di un ecclesiastico, il cappellano del carcere minorile di Milano Don Rigodi, arrivano parole che fanno pensare a una, seppure limitata, apertura verso i single come potenziali genitori a tutti gli effetti.

“La possibilità di far crescere i bambini che non hanno nessuno, con un solo genitore, piuttosto che in una comunità, è da cogliere. Non basta la cornice di un padre e di una madre per rendere sostanza quel che a volte è un mito. Ci sarebbero casi di single da privilegiare”.

Anche il Forum delle Associazioni Familiari si è espresso a riguardo, affermando che l’adozione da parte di single deve rimanere legata a casi eccezionali, ma non può diventare la norma perché i diritti dei bambini devono avere sempre la priorità sulle richieste e i desideri degli aspiranti genitori.

”I casi eccezionali, già oggi previsti dalla legge, che consentono l’adozione di minori da parte di adulti single devono restare, appunto, delle eccezioni, e non diventare un improprio grimaldello per reclamare un allargamento delle maglie della legislazione”.