Oggi il mondo si è svegliato decisamente molto più progressista di ieri in termini di diritti degli omosessuali. Mentre tutti gli americani erano chiamati a votare per il nuovo presidente, infatti, nel Maine, Maryland e Washington ha vinto il sì a un referendum sui matrimoni omosessuali, che si aggiungono così ad altri sei Stati dove è già in vigore. Ma non finisce qui: nel vecchio continente, Francia e Spagna danno il via libera anche alle adozioni.

Quando si considerano altri paesi all’estero si rimane stupiti della laicità assoluta con la quale alcuni argomenti vengono trattati rispetto al nostro paese. Un esempio tipico è proprio quello degli Stati Uniti, dove è più difficile parlare di aborto, o di armi o pena di morte (temi che tagliano trasversalmente l’opinione pubblica, senza distinzione tra sinistra e destra), ma la strada verso i matrimoni omosessuali e il riconoscimento dei loro diritti, compresa l’adozione, sembra ormai spianata.

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Basti pensare alla lettera che l’inquilino della Casa Bianca, a una sola settimana dal voto, ha scritto a Sophia Bailey Klugh, una bambina americana di 10 anni, figlia di una coppia di uomini gay, che a Barack Obama rivolgeva il suo appello per aiutarla ad affrontare gli sberleffi dei suoi compagni di classe. Così ha risposto il presidente (stanotte rieletto):

lettera Obama figlia di due padri

La lettera della bambina con due padri indirizzata a Obama.

«Cara Sophia, grazie per avermi scritto una lettera così profonda sulla tua famiglia. Leggerla mi ha reso orgoglioso di essere il vostro presidente e ancora più speranzoso riguardo il futuro della nostra nazione.

In America non esistono due famiglie che siano uguali. Noi celebriamo questa diversità. E riconosciamo che a prescindere che si abbiano due papà o una mamma quello che conta più di tutto è l’amore che mostriamo l’un l’altro. Tu sei molto fortunata ad avere due genitori che si prendono cura di te. Loro sono fortunati ad avere una figlia eccezionale come te.

Le nostre differenze ci uniscono. Tu e io siamo benedetti dal vivere in un paese dove siamo nati uguali, dove non importa come sembriamo esteriormente, dove siamo cresciuti o chi siano i nostri genitori. Una buona regola è trattare gli altri nel modo in cui speri che loro trattino te. Ricorda ai tuoi compagni di scuola questa regola se ti dicono qualcosa che ferisce i tuoi sentimenti.

Grazie ancora per aver trovato il tempo di scrivermi. Sono onorato di avere il tuo sostegno e sono ispirato dalla tua comprensione. Mi dispiace di non essere venuto a cena, ma saluterò Sasha e Malia da parte tua.

Cordialmente, Barack Obama.»

Facile chiedersi come sarebbe accolta una lettera del genere se la scrivesse l’attuale Presidente del Consiglio, o anche il prossimo, chiunque egli sarà. Ma le notizie sul fronte delle famiglie omosessuali vengono anche dai nostri vicini.

È notizia di ieri che in Spagna la Corte costituzionale ha respinto il ricorso presentato dei popolari contro la legge di Zapatero che nel 2005 varò il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il tribunale ha stabilito che la norma è costituzionale, dunque sono validi i 25 mila matrimoni finora celebrati in terra iberica. Ma c’è di più: l’interpretazione della sentenza apre anche alle adozioni e l’attuale Governo – conservatore – ha già detto che non intende modificare l’attuale legge. Di fatto rispettando la Corte e sancendo la natura bipartisan della famiglia omosessuale in Spagna.

Nelle stesse ore, in Francia il Consiglio dei Ministri approvava un disegno di legge che apre al matrimonio e alle adozioni per le coppie omosessuali, cancellando le attuali restrizioni.

E in Italia?

Fonte: Internazionale