In crescita l’offerta di case in affitto e in calo i canoni di locazione: questo il trend attuale del mercato degli affitti. L’aumento dell’offerta di case in locazione non è un fenomeno a sé stante, ma la conseguenza ovvia di uno stato di fatto. La locazione, infatti, è l’unica alternativa valida sia per i proprietari che per i potenziali inquilini.

Per i proprietari che non riescono a vendere e che purtroppo devono far fronte alla forte imposizione fiscale oltre che alla situazione congiunturale e quindi all’eccessivo aumento dei costi della vita, l’alternativa è quella di mettere l’immobile a reddito e di darlo quindi in locazione. Per chi cerca casa ma non riesce ad acquistarla per la difficoltà di accedere al credito la locazione rappresenta l’alternativa all’acquisto: una scelta di ripiego, in sintesi.

Il calo dei canoni è anche l’ovvia conseguenza della situazione economica emergente: è diminuito il potere d’acquisto delle famiglie, che non sono in grado di sostenere canoni elevati. E questa consapevolezza induce i proprietari a praticare canoni sostenibili dai conduttori. Quindi alla crescita dell’offerta risponde una domanda di locazioni abbastanza sostenuta.

Le cause di questa tendenza del mercato degli affitti vanno, dunque, ricercate in fattori vari, ma concretamente connessi: l’emergenza abitativa di chi non riesce ad accedere al mutuo, le incertezze del mercato del lavoro, la quota d’acquisto finanziata dalle banche limitata al 50-60 per cento del valore dell’immobile da acquistare.

Eppure le cose potrebbero cambiare, se la nuova Imu arrivasse a colpire anche la rendita da locazione. Esiste, infatti, il rischio di una fuga dalla locazione e di un aumento degli affitti in nero. Anche secondo Nomisma ci potrebbe essere il tentativo di scaricare l’aumento delle tasse sui canoni. Ma sono solo previsioni, che si spera rimangano tali, perché non diventi ancor più critica una situazione già al limite dell’indigenza.