Il periodo della gravidanza è un momento fondamentale per la vita della donna, un periodo in cui la futura mamma, e solo lei, può dire come si sente, cosa prova, cosa vuole. Ma vivere la gestazione in totale solitudine è possibile? Certo non capita raramente di passare il periodo della dolce attesa senza un compagno.

Che questo avvenga per scelta oppure per cause contingenti, in entrambi i casi è importante manifestare il bisogno di avere un supporto da parte di qualcuno, soprattutto se si tratta del primo figlio. La maternità dal punto di vista culturale, e soprattutto in Italia, è un momento di condivisione che padre e madre solitamente vivono insieme, a partire dalla scoperta della gravidaza, magari affrontanto insieme il test, la prima ecografia, la preparazione del corredo, il corso preparto fino al momento della corsa in ospedale per il travaglio. Ma cosa succede quando la futura mamma non può o non vuole contare su un compagno?

Un ottimo modo per affrontare serenamente la {#gravidanza} è chiedere aiuto alla famiglia e agli amici (soprattutto se la decisione di non partecipare alla gestazione è stata del padre), che saranno preziosi supporti durante le visite ginecologiche, per lo shopping o nei momenti di sconforto che normalmente colpiscono una gestante, spesso a causa degli scompensi ormonali. Ma non dovete avere timore di ritagliarvi degli spazi per voi e il vostro bambino, se vi sentirà rilassate e serene anche lui starà meglio.

Se la mamma è certa che sarà sola in sala travaglio e durante il {#parto}, è meglio allora che avvisi il ginecologo e l’ostetrica, in modo che al momento del bisogno tutti sappiano come muoversi senza far pesare alla partoriente la propria condizione.

Ma sarebbe comunque importante scegliere in anticipo chi sarà con noi quando nascerà il piccolo (nostra mamma, sorella o un’amica), in modo da farci accompagnare anche al corso preparto da questa persona, che prenderà confidenza con le procedure e sarà pronta a dare una mano quando servirà.

Cosa ben più importante da considerare quando si affronta una gravidanza in solitudine è l’aspetto economico: se la decisione di mettere al mondo un bambino da sole è presa in totale libertà e consapevolezza, allora potremmo progettare già da subito come mantenere economicamente il bambino, pensare alla sua educazione e al suo benessere sapendo di non poter contare su nessun altro.

In questi casi, infatti, è importante sapere se il nostro lavoro basterà a mantenerci entrambi o se necessitiamo di un aiuto esterno: in questo caso potremmo decidere di rivolgerci ai Servizi Sociali del nostro comune di residenza, o a qualche associazione che si occupa di assistenza alle donne in gravidanza o nel periodo post partum, oltre a frequentare magari il consultorio più vicino, dove si potrà ricevere anche un sostegno psicologico.