Con il Ddl Lavoro partite Iva a rischio nel settore immobiliare, ovvero per le imprese e le agenzie di settore. È necessario, sostiene la Fiaip, escludere la categoria degli agenti immobiliari dalla riforma Fornero. A rischio più di 10.000 partite Iva.

Con questa riforma, gli agenti immobiliari che operano come “collaboratori” potrebbero essere assimilati a lavoratori dipendenti o subordinati. Fare una riforma contraria a imprese e agenzie immobiliari che danno lavoro e creano quindi occupazione anche in momenti di crisi equivale a fare una riforma che disincentiva l’occupazione e penalizza le agenzie e gli operatori del mercato immobiliare. La maggior parte degli agenti immobiliari, infatti, lavora a partita Iva e collabora con una o più agenzie immobiliari.

Fiaip disapprova la riforma Fornero: peraltro, causa la crisi economica e la recessione, gli agenti e le agenzie immobiliari trovano economicamente opportuna la collaborazione e l’aggregazione mantenendo ognuno la propria ragione sociale. L’agente immobiliare, che lavora in collaborazione con più soggetti ed imprese, è soggetto al contratto di collaborazione coordinata e continuata per poter ridurre i costi sul lavoro e rendere quindi sostenibile l’attività di mediazione d’affari.

Per questi motivi Fiaip chiede che venga esclusa la categoria degli agenti immobiliari dall’articolo 9, primo comma, del ddl 3249, ”Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, richiedendo le opportune modifiche adeguate alle esigenze delle agenzie immobiliari, in evidente contrasto con l’eccessiva rigidità del testo Fornero.

La riforma del lavoro, sottolinea Fiaip, dovrebbe tener conto della necessaria flessibilità e libertà contrattuale e non penalizzare la libertà degli imprenditori, tenendo presente anche che il mondo delle professioni ha bisogno concreto di nuove norme per combattere l’abusivismo professionale.

La riforma del mercato lavoro del ministro Fornero produce tre fattori decisamente negativi per l’economia nazionale in generale e per quella immobiliare in particolare: riduce la libertà di impresa e la libertà contrattuale, spinge coloro che vogliono intraprendere una libera professione verso il lavoro dipendente e mette l’agente immobiliare in condizione di non poter più collaborare con altri agenti con partita Iva. Un pedaggio piuttosto pesante, un bagaglio fiscale da alleggerire, se si vuol favorire le imprese, l’occupazione e la ripresa.