Se un condomino disabile, per ovvi motivi fisici, può accedere alla propria abitazione solo utilizzando l’ascensore, ha il diritto di installare l’impianto necessario a facilitare il suo accesso e gli altri condomini hanno il dovere di approvarne l’installazione, nonostante il disagio, pur sempre contenuto entro certi limiti, che l’intervento potrebbe arrecare.

Così ha chiarito la Cassazione nella sentenza n. 2156 del 14 febbraio 2012. Se ne deduce che, per quanto riguarda l’uso delle parti comuni, è necessario coniugare le esigenze della proprietà e della salute e il diritto degli altri comproprietari. L’eliminazione delle barriere architettoniche si rende necessaria proprio in quanto le stesse rappresentano un ostacolo per le persone disabili ad accedere liberamente o facilmente all’edificio condominiale.

L’eliminazione delle barriere architettoniche, comunque, consente a tutti il pieno godimento dell’edificio nel quale si abita. Naturalmente, per eliminare le barriere architettoniche sono necessarie opere innovative nelle parti comuni degli edifici e l’installazione di un ascensore o di un servoscala sono opere innovative. La legge numero 13 del 1989, all’articolo 2, chiarisce che l’assemblea può deliberare l’eliminazione delle barriere architettoniche anche solo per rendere pienamente fruibili le parti comuni dell’edificio.

Comunque, in caso di rifiuto dell’assemblea condominiale, chi ne ha bisogno, può provvedere personalmente, dopo averne fatto richiesta, all’installazione di strutture che rendano più agevole l’accesso agli edifici. E infine, gli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche, come peraltro tutti gli altri eventuali interventi, non devono ledere il decoro, la sicurezza e la stabilità dell’edificio condominiale e non possono ignorare i diritti sulle parti comuni anche solamente di un comproprietario.

Per concludere, ricordiamo che, in base all’art. 1102 del Codice civile, poiché ogni condomino è comproprietario delle parti comuni dell’edificio, egli può sempre provvedere a proprie spese alla eliminazione di eventuali ostacoli strutturali. Infatti, tutti i condomini possono usare le cose comuni in base ai loro bisogni, ma senza limitare lo stesso diritto degli altri comproprietari e sempre con l’attenzione a non ledere, con eventuali interventi, il decoro, la sicurezza e la stabilità dell’edificio, coma abbiamo avuto già modo di chiarire.