Il coniuge che, per un obbligo assunto in sede di separazione o divorzio, cede all’altro la propria quota di immobile, non perde le agevolazioni prima casa.

Così ha chiarito la circolare n. 27/E del 21 giugno, con la quale l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulla eventuale decadenza dalle agevolazioni prima casa nel caso in cui, in base all’accordo di omologazione della separazione o del divorzio, sia previsto che uno dei coniugi, prima dei cinque anni dall’acquisto, trasferisca il 50% della casa acquistata con le agevolazioni prima casa.

In proposito, l’Agenzia delle Entrate ritiene che il trasferimento al coniuge prima che sia trascorso il termine dei cinque anni rispetta un atto relativo al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione dei relativi effetti civili, che beneficia dell’esenzione dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa disposta dall’articolo 19 della legge n. 74/1987.

Pertanto, non decade il beneficio delle agevolazioni prima casa se, per adempiere ad un obbligo assunto in sede di separazione o divorzio, uno dei coniugi cede all’altro la propria quota di immobile, anche prima dei cinque anni d’obbligo, a prescindere dalla circostanza che il coniuge che cede la sua quota provveda all’acquisto di un nuovo immobile.

Inoltre, non decade il beneficio delle agevolazioni prima casa nell’ipotesi in cui, sempre in base all’accordo omologato dal tribunale, entrambi i coniugi vendano a terzi la proprietà dell’immobile e uno dei coniugi rinunci, a favore dell’altro, all’incasso del ricavato che deriva dalla vendita. La decadenza può essere esclusa anche se il coniuge, al quale viene assegnato l’intero importo derivante dalla vendita, riacquista un altro immobile da adibire ad abitazione principale, entro un anno dall’alienazione.

Infatti, anche se in questo caso non trova applicazione l’esenzione disposta dal citato articolo 19 della legge n. 74/1987, bisogna considerare che il coniuge che riversa le somme percepite dalla vendita all’altro coniuge non beneficia di alcun beneficio economico dalla vendita dell’immobile. Infatti, il ricavato della vendita viene percepito interamente dall’altro, il quale, per evitare la decadenza dal beneficio prima casa, deve acquistare un altro immobile da adibire ad abitazione principale. Invece, il coniuge che cedendo l’immobile a terzi riversa il ricavato della vendita all’altro coniuge non è obbligato ad acquistare un nuovo immobile per evitare la decadenza.