Incendi ovunque, in Italia, e Legambiente insiste: “Fondamentale la piena applicazione della legge quadro 353 del 2000 e l’aggiornamento del catasto”

L’emergenza incendi delle ultime settimane conferma l’urgenza non solo di una maggiore prevenzione del territorio, ma soprattutto dell’aggiornamento del catasto, che in questi anni, quando è stato applicato, si è dimostrato uno strumento molto efficace. Secondo Legambiente, sarebbe necessario anche un approfondimento sugli autori degli incendi, perché gli interessi in gioco sono molteplici e non dipendono solo alla speculazione edilizia.

È di fondamentale importanza che le amministrazioni comunali siano attente alla piena applicazione della legge quadro 353 del 2000 e la realizzazione del catasto delle aree percorse dal fuoco, unico vero strumento per limitare a monte la possibilità di speculare sulle aree bruciate. Servono poi, sempre secondo Legambiente, risorse da destinare alle unità operative e ai soggetti incaricati di contrastare il fenomeno dei roghi, perché la maggior parte degli incendi nelle aree boschive è di origine dolosa.

Cogliati Dezza conferma: “In particolare attraverso il catasto è possibile imporre vincoli e limitazioni per ogni modifica della destinazione d’uso delle aree bruciate. Tuttavia nel nostro Paese, come è emerso da un’indagine di Legambiente, solo il 50% dei comuni ha aggiornato il catasto al 2010 e solo il 5% delle amministrazioni comunali applica pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi, che prevede oltre alla realizzazione del catasto, anche una costante attività di prevenzione e tutela del territorio, un sistema di interventi tempestivi per lo spegnimento dei roghi ed attività investigative e di contrasto del fenomeno. Tutte azioni fondamentali per ridurre i roghi che ogni anno rischiano di devastare il patrimonio boschivo e forestale della Penisola”