Secondo uno studio apparso nell’edizione di ottobre del British Journal of Psychiatry, i bambini cresciuti a merendine e dolci confezionati sarebbero più a rischio di divenire adulti aggressivi. La colpa sarebbe degli additivi e dei dolcificanti contenuti in questi alimenti troppo elaborati.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Cardiff (Galles), su un campione di 17.500 persone nate nel 1970. Dopo 30 anni il dottor Simon Moore e la sua équipe hanno rilevato che i bambini che a dieci anni avevano mangiato quotidianamente dolci e cioccolatini confezionati erano più inclini a sviluppare comportamenti violenti in età adulta. In concreto: i dati dimostravano che il 69% dei soggetti esaminati, che aveva tratti violenti all’età di 34 anni, aveva mangiato merendine/cioccolatini confezionati tutti i giorni quando era bambino, mentre lo aveva fatto solo il 42% dei più “pacifici”.

Anche se in passato si erano portate avanti osservazioni sulle implicazioni tra abitudini alimentari e disturbi comportamentali, questa è la prima volta che un’indagine mette in risalto gli effetti a lungo termine dell’alimentazione infantile sull’aggressività in età adulta.

Sempre il dottor Simon sottolinea inoltre che i bambini che “ottengono” un dolcetto tutti i giorni non imparano a gestire la frustrazione e ad aspettare la ricompensa, questo sembra essere una delle caratteristiche degli individui considerati “violenti” che non possono frenare atteggiamenti impulsivi.

La conclusione a cui sono giunti gli studiosi sull’associazione tra alimentazione e futuri sviluppi di comportamenti aggressivi, merita sicuramente ulteriori approfondimenti alla luce di altri fattori legati ad aspetti sociali, economici e culturali. Tuttavia si fa avanti l’ipotesi che una maggiore attenzione alla dieta fin da piccoli, può portare benefici in età adulta: non solo per la salute, ma anche per il proprio benessere psicofisico.