L’AIDS, si sa, è una delle più grandi minacce per la salute delle persone di tutto il mondo, ma a 30 anni dalla sua esplosione i rischi di contrarre la malattia non sono diminuiti, piuttosto sono aumentati nettamente soprattutto fra la popolazione eterosessuale.

Tra pochi giorni, il primo dicembre, c’è la Giornata Mondiale contro l’AIDS. L’informazione relativa a questa malattia però non è mai sufficiente, anzi negli ultimi tempi molti hanno abbassato la guardia e adesso i più colpiti sono persone eterosessuali, che non si preoccupano delle precauzioni perché convinti l’HIV sia una malattia gay. Quello che anni fa era relegato a un problema che colpiva specialmente gli omosessuali e i tossicodipendenti, adesso sta coinvolgendo massicciamente gli eterosessuali, in particolare le donne.

Si parla di una vera e propria epidemia anche in Italia. Uno su quattro non sa di aver contratto l’HIV, e si registra un nuovo contagio ogni due ore. Il problema riguarda soprattutto la Lombardia e il Lazio, attualmente due dei maggiori poli di diffusione del virus. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi i casi di AIDS conclamata in Italia sono stati 62 mila, 39.500 sono stati invece i decessi e 716 i casi di trasmissione da madre a figlio.

La ricerca per sconfiggere l’AIDS continua e vengono registrati passi in avanti, tanto che oggi si hanno a disposizione per i pazienti medicine meno tossiche e più tollerabili. Il vaccino preventivo, però, è ancora molto lontano, quindi la cosa migliore per evitare di rischiare il contagio è sempre quella di utilizzare il preservativo, sempre definibile come il miglior amico di chi ha rapporti sessuali, non importa se sporadici o costanti.